La Nuova Sardegna

Sport

Calcio

«Tifosi rossoblù abbiate fiducia, la Torres volerà molto in alto»

di Roberto Muretto
«Tifosi rossoblù abbiate fiducia, la Torres volerà molto in alto»

Tore Pinna, preparatore dei portieri, racconta la serata di festa nella club house. «Gavettoni di spumante per tutti, Campagna ha stupito cantando La Mirinzana»

25 aprile 2023
4 MINUTI DI LETTURA





Sassari Ha i colori rossoblù tatuati sulla pelle. Tore Pinna ha la Torres nel cuore e nell’anima. Da portiere ha vissuto emozioni forti dopo la promozione dalla serie C2 alla C1 e durante i playoff per la serie B, poi persi col Grosseto. Ora ha un ruolo diverso, è preparatore dei portieri ma è come se fosse ancora un giocatore in piena attività. Domenica ha scatenato tutta la sua felicità alla fine della partita.

Ci racconta le emozioni che ha provato?
«Per me sono sempre forti. Non no dormito tutta la settimana per la paura di non riuscire a centrare l’obiettivo. Lo stadio pieno è stato un colpo al cuore. Speriamo di vederlo sempre così. Lo so che dipenderà da noi. I tifosi hanno capito che è stata una stagione di transizione».

Che cosa è successo nello spogliatoio a fine partita?
«È arrivata una cassa di bottiglie di spumante e sono partiti i gavettoni. Nessuno è stato risparmiato. Bruno Pala, il nostro magazziniere, era fradicio. Lora e Urso avevano promesso che avrebbero fumato un sigaro se ci fossimo salvati, lo hanno fatto. Sono ragazzi eccezionali. Urso ha capito subito cosa rappresenta la Torres per la città. Non sempre succede».

Tutto qui??
«Chieda al presidente Stefano Udassi e ai dirigenti se si sono bagnati. Ad un certo punto c’è stato un fuggi e fuggi generale. Campagna ci ha stupito conosceva la canzone sassarese “La Mirinzana” e l’ha cantata. Ha sorpreso tutti. Siamo rimasti nella club house fino a quasi mezzanotte, insieme a noi c’erano anche i tifosi. Non sembrava che ci fossimo salvati ma chje avessimo raggiunto un traguardo ancora più importante. La città vuole stare vicino alla squadra».

Sei sassaresi in campo domenica, quattro titolari
«Dobbiamo essere orgogliosi di questo. Loro sono i primi ad insegnare agli altri il significato di attaccamento alla maglia».

Difficoltà ce ne sono state, come le avete affrontate?
«Ne abbiamo avuto, inutile negarlo. Per tre settimane ci siamo trovati ad allenarci solo in otto. Avevamo tra infortunati e malati quindici giocatori out. Non siamo mai riusciti giocare al completo, ne recuperavi due e ne perdevi quattro. In quei momenti c’era ansia e una buona dose di preoccupazione».

Cosa avete fatto?
«Ci siamo guardati in faccia. Stretto patto di ferro nello spogliatoio tra proprietà, giocatori e staff. La salvezza a ogni costo è stata la parola d’ordine. La paura ci ha dato la carica. Il presidente Stefano Udassi ha detto parole che hanno toccato le corde giuste e lo stesso ha fatto la proprietà. Ho capito in quei momenti che eravamo una vera famiglia».

Mister Greco che ruolo ha avuto?
«È una brava persona, umile e sa mantenere il giusto equilibrio nello spogliatoio. La squadra gli vuole bene, lo apprezza. Quando è tornato ha dato la scossa. Ha detto alla squadra di stare calmi e di seguirlo e la salvezza sarebbe arrivata. Tutti i giocatori hanno ritrovato sicurezze e in campo si è visto».

La Torres è la sua vita, questa proprietà può davvero fare grandi cose?
«Sono giovani e ambiziosi e lo hanno dimostrato nelle loro aziende. Nel calcio sono nuovi ma sono dei tifosi e si fanno voler bene dalla piazza. Finora hanno fatto investimenti importanti. Il primo anno tra i professionisti è stato complicato ma alla fine sono stati ripagati. Il loro cammino è appena iniziato, la città deve avere fiducia, le potenzialità per fare bene le hanno tutte. Sono persone normali, non si mettono sul piedistallo. Pensi che se è necessario servono anche le birre nella club house. E come dice Pierlugi Pinna, loro sono bravi ragazzi».

Le i è stato u n ottimo portiere, Salvato è un ragazzo di prospettiva?
«Ha tutte le qualità, deve solo crescere. Lui è come la struttura fisica non ci aiuta, io avevo in più cattiveria e determinazione. Ma sono cose che imparerà. È' un 2001 può crescere moltissimo. Qualche errore l'ha, ma è normale paga lo scotto della categoria».

Quindi come portieri la Torres è a posto?
«Pierpaolo Garau èun grande professionista, un pilastro dello spogliatoio. Lui ha avuto un ruolo importante, è umile e sempre positivo. Ma c'è anche Carboni un ragazzo di prospettiva».
 

In Primo Piano
L’inchiesta

Truffa del “bonus facciate”, la Procura di Sassari chiede 53 rinvii a giudizio

di Nadia Cossu
Le nostre iniziative