Marino rilancia: «Non mollo l’Olbia ma per crescere servono nuovi investitori»
Il presidente dei bianchi in conferenza stampa: «Ci sono 5 gruppi interessati a fare l’ingresso in società. Imprescindibile avere un nuovo stadio»
Olbia A un mese esatto dalla nota nella quale si apriva a una cessione del club anche in ragione di un entusiasmo calato nel corso della stagione, il presidente Alessandro Marino è tornato a parlare in una conferenza stampa indetta per fare chiarezza sul presente e sul futuro dell’Olbia e in cui ha sottolineato di non voler mollare e che ci sono trattative con nuovi investitori per rinforzare la struttura societaria. Progetto che è imprescindibile dalla necessità di un nuovo impianto, funzionale alle esigenze richieste nel calcio moderno.
«Il nostro è sempre stato un approccio che si basa su un presupposto semplice e chiaro: spendere quello che si guadagna _. Sette anni di Serie C ci permettono di dire oggi che l’Olbia ha un equilibrio di bilancio tra i migliori della categoria».
C’è dunque la voglia di provare a migliorare, ma lo step di crescita potrebbe essere garantito da nuovi investitori? «Inevitabilmente, la strada è quella _ ha replicato Marino _, ma lo dico da tempo e nel tempo diversi soggetti hanno bussato alla nostra porta per raccogliere informazioni. La situazione oggi è che ci sono 5 gruppi di investitori, per lo più statunitensi, che hanno manifestato interesse, ma cedere il club o accogliere nuovi soci non significa che io debba andare via. Al momento, tutti i soggetti - sia privati che fondi - hanno richiesto continuità nel management e quindi la mia presenza, anche come presidente, ma di minoranza. I bilanci sani, la reputazione sportiva e il fatto che Olbia sia una città ambiziosa sono ottimi biglietti da visita. Questo è un territorio che può ambire a molto di più di quanto non abbia ora, ma dobbiamo ricordarci che lo stadio non è un dettaglio. Non lo è per noi e non lo è per gli investitori. Con il Nespoli, a cui tutti siamo affezionati, non si può pensare di fare grande calcio né impostare una strategia all in dove si spende per poi vedere cosa succede».
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