Tutta un’isola carica la Dinamo, oggi c’è una Milano da bere
Sassari in campo al PalaSerradimigni (21) per gara3 delle semifinali playoff. Coach Bucchi: «L’Olimpia ha il match-ball? Noi vogliamo fare un regalo ai tifosi»
Sassari In gara2 al Mediolanum Forum ha festeggiato la centesima partita nei playoff in carriera: coach Piero Bucchi conosce come pochi le trappole della post season e come pochi è in grado di mettere a punto il motore della Dinamo per una gara3 di semifinale scudetto come quella che oggi i Giganti giocano contro l’Olimpia Milano (21, PalaSerradimigni). I campioni d’Italia sul 2-0 vogliono chiudere qui la serie sfruttando il matchball; i biancoblù galvanizzati e inviperiti dall’andamento di una gara2 che li ha visti assolutamente alla pari con i biancorossi vogliono allungarla (tanto per cominciare) a sabato e fare il pieno di entusiasmo.
Previsto il pienone «Mi dicono che il pubblico sarà numeroso – dice Piero Bucchi – abbiamo bisogno dell’energia del palazzetto che sa essere sempre molto coinvolgente, i ragazzi lo sentono e li aiuta a dare il massimo e essere carichi». Peccato per il mancato 1-1 che avrebbe indirizzato la serie in una direzione sfavorevole alle Scarpette rosse, ma c’è ancora tempo per rimediare: «Abbiamo un po’ di amaro in bocca dopo gara2 al di là dei meriti di Milano – dice l’allenatore – ma sappiamo di aver fatto una buona partita al cospetto di una grande squadra, dimostrando di non essere andati a Milano per perdere tempo. Mi piacerebbe fare un regalo ai nostri tifosi, se lo meriterebbero e dovessimo riuscirsi sarebbe proprio bello».
Rabbia e riscossa C’è da far sbollire la rabbia ma c’è anche soddisfazione: «Abbiamo avuto un'occasione che ci è un po’ sfuggita di mano (nel vero senso della parola...) Succede nel basket, ma i ragazzi sono stati meravigliosi, solidi, duri. Abbiamo intravisto per un attimo il traguardo, per questo abbiamo grande fiducia, questo ci deve dare positività, ma anche la giusta rabbia». Approccio decisamente cambiato rispetto a gara1: «Credo che avessimo la testa ancora a Venezia – dice Bucchi – ma prendere lo schiaffo ci ha aiutato ad entrare mentalmente nella serie. Non so come sarà gara3, ma sono convinto che i ragazzi abbiano una gran voglia. Conosciamo il potenziale di Milano, ma possiamo metterla di nuovo in difficoltà con la mentalità giusta. Come? Occorre essere veloci con i piedi ma anche la testa, così la capacità di esecuzione aumenta. Sappiamo quali sono le cose che possono accadere, devi essere bravo a prendere la quick decision, come dicono negli Usa, la scelta giusta velocemente».
Conta la squadra Mettendo in chiaro che «le energie nervose devono essere scaricate sulla partita e non sugli arbitri, con cui devo parlare solo io», dato che certe reazioni come quella viste in gara2 possono compromettere un match, Bucchi commenta così il ritorno ai suoi livelli di Bendzius, protagonista al tiro lunedì: «Quando la squadra vince come con Venezia non sono preoccupato se qualcuno è marcato in maniera più aggressiva e non riesce a fare punti, ma mi interessa il gruppo, il ritmo in difesa come in attacco. Se ti affidi ai singoli non puoi essere abbastanza competitivo». L’ultima volta con Milano in casa non fu un ricordo piacevole: -44 nel terzo quarto. E ora Sassari le contende la finale: «Sembra tanto tempo fa... La squadra da lì in avanti ha fatto un grande cambio di passo, grazie allo spirito di sacrificio e alla grande mentalità dei giocatori. Hanno capito che le cose che si facevano in palestra potevano produrre. Abbiamo continuato a lavorare, la serenità che ci ha accompagnato in questi mesi è stato fondamentale a partire dalla società». Ecco perché oggi quella gara sembra appartenere a un’altra era e perché anche Milano si deve preoccupare.
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