La Dinamo a testa alta, Milano vola in finale: applausi per i biancoblù
In gara3 Sassari regge per 30’, poi cede ai campioni d’Italia. È stata l’ultima di Devecchi e anche Chessa annuncia il ritiro
Sassari Sarebbe servita una partita perfetta per coronare una stagione splendida, la Dinamo non è riuscita a regalarsi e a regalare ai suoi tifosi la gioia di trascinare a gara3 delle semifinali Milano, che vince 61-93 la partita e per 3-0 la serie. Una squadra da applausi, l’Olimpia, e per questo è un peccato che Sassari, poco ispirata al tiro e spogliata di energie dai suoi stessi errori, pur essendo rimasta in gara per mezzora, non sia riuscita a fare ciò che era nelle sue corde, strapparle almeno un set prima di accompagnarla al suo destino, la serie per lo scudetto. Anche la Dinamo è da applausi per essere arrivata sino qui, e per la seconda volta in due anni dietro le Inarrivabili.
Pronti via e 8-0 Milano in meno di 2’, poi 11-2 al 4’ in attesa che Sassari entri in campo, regoli i giri della difesa e la metta di colpire solo ferri. Poi Sassari comincia a mordere in difesa anche se ha problemi sulle triple di Napier e sull’atletismo di gente come Voitgmann quando attacca il ferro, ma è 8-13 con Bendzius e Stephens. Una tripla di Gentile per il 16-19 lamotiva ancora di più, ma un 3/3 ai liberi di Hall permette ai milanesi di chiudere il quarto sul 16-22.
Avvio di ripresa conpressione a tutto campo di Sassari, che però continua a mandare sull’anello tiri ben costruiti, con l’Olimpia che va sul +10 (16-26 al 13’). Dowe e Kruslin (ma anche la tripla di Treier, finalmente) riavvicinano il Banco sul -4 (24-28). È un momento cruciale in cui le due squadre cercano la chiave tattica per superarsi, Robinson sembra trovarle con delle accelerazioni in penetrazione rispondendo agli attacchi al ferro micidiali dei vari Voigtmann (top scorer del 1° tempo con 13), Shields e Melli, si sveglia anche Jones. Ancora Robinson firma il -2 (36-38), ma Shields dall’angolo chiude il tempo sul 36-41. I numeri dicono che Milano sfrutta le due triple in più rispetto ai sassaresi (4/13 contro 2/14) e il maggior numero di liberi (5/6 contro 2/2, ma il match è in equilibrio e si aspetta solo che Sassari migliori l’apporto dei suoi tiratori, Bendzius, Jones e Kruslin (fermi a 2).
L’approccio della ripresa è feroce, Dowe mette subito la tripla del -2, Bendzius lo imita per il sorpasso (42-41 al 23’), la difesa del Banco è opprimente e costringe all’errore, ma non Shields (ha un altro passo) che con due triple riporta avanti i milanesi. Bendzius bacia ancora il polso per la tripla, ma Melli e Napier non sono meno precisi e provano a disilludere i Giganti (47-57 di Hall). E 7 punti di fila di Datome, con due bombe scavano un solco (51-64 al 29’, 53-66 al 30’).
L’obiettivo non è così lontano, ma serve qualcosa di più. Ma se Milano continua a colpire da tre con buona frequenza, Sassari si blocca di nuovo. Napier (tripla e 3/3 dalla lunetta) ringrazia ed è 54-72: -18. Diop prova a scuotere i compagni, ma ormai è resa ben prima della schiacciata del -20 di Voigtmann. Sassari avrebbe meritato un altro finale, non ha più forze e subisce. Ma non ha nulla da rimproverarsi: il palazzetto lo capisce e sono applausi per la squadra e per gli ultimi minuti da giocatore di Jack Devecchi. Finisce come non ti aspetti: con Bucchi che balla con gli ultras.
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