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Fantasia, gol e tanti assist: Carlo Pintus è il re dei dilettanti

di Nicola Nieddu
Fantasia, gol e tanti assist: Carlo Pintus è il re dei dilettanti

«Ho scelto l’Fc Alghero perché io vedo il calcio come divertimento. Ho giocato con Zebina e Diamanti a Brescia»

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Alghero Anche nell'ultima stagione ha dimostrato, ancora una volta, di essere uno dei migliori fantasisti in assoluto nel campionati dilettanti. Il migliore nel suo ruolo nel campionato di Promozione dove, con la maglia dell'Usinese, ha contribuito anche con i suoi gol a far vincere alla sua squadra la Coppa Italia dilettanti e la Supercoppa regionale. Carlo Pintus, 30 anni compiuti lo scorso marzo, fantasista di grande talento, avrebbe potuto giocare ancora tra i professionisti, ma lui ha fatto una scelta di vita e, quando era all'apice della carriera, ha deciso di tornare in Sardegna. Ancora adesso continua a stupire per le sue giocate, i suoi gol, i suoi assist, ma anche per la scelta quella di firmare per la Fc Alghero in Seconda categoria. Per la squadra algherese, allenata da Pippo Zani, è un grandissimo colpo di mercato. Carlo Pintus che vive a Sassari con la sua compagna Silvia, ha un curriculum di tutto rispetto: è cresciuto con le giovanili di Cagliari e Brescia. Ha giocato in serie C con le maglie di Renate e Castiglione; in serie D ha indossato le casacche di Olbia, Astrea, Progetto Sant'Elia e Novese; poi la scelta di giocare tra i dilettanti. Ora, nonostante le tantissime offerte ricevute, ha scelto la Fc Alghero.

«Sono felice di far parte del progetto Fc Alghero. Voglio contribuire a trasformare quello che ad oggi è un percorso, in un ciclo vincente, portando la mia esperienza e la mia voglia di competere sempre. Sarebbe stato più semplice stare in altre categorie, ma per vari motivi, sia calcistici che di vita, vivo questa sfida con grande entusiasmo e ambizione, con enorme fiducia come quella che hanno riposto su di me, in tutto e per tutto, il presidente Alessandrini e il vice presidente Marras».

Che ricordi ha di Cagliari e Brescia?
«A 14 anni sono andato a Cagliari ed è stato un impatto molto forte. Poi, dopo un solo anno con il Cagliari, dove mi sono trovato benissimo, mi è arrivata l'offerta del Brescia con un contratto quadriennale. A Brescia, a 16 anni, la grande emozione quando mi è arrivata la convocazione per i ritiro con la prima squadra in serie A dove mi sono allenato con giocatori come Diamanti, Eder, Zebina, Baiocco, Caracciolo. In squadra con me in Primavera c'era anche Cragno. Con le giovanili del Brescia ero titolare inamovibile. Ho giocato contro altre società importanti come il Milan del quale sono un super tifoso».

Con la retrocessione in serie B, il Brescia aveva già trovato l'accordo con il Parma che era in serie A. Poi che cosa è accaduto?
«Purtroppo un infortunio al ginocchio ha bloccato tutto. Dopo il recupero sono stato ceduto in prestito al Renate in serie C».

Dopo alcune esperienze in C e D è tornato in Sardegna. Ha qualche rimpianto?
«Nel 2016, dopo aver giocato in D con la Novese, ho deciso di andare via. Tornando indietro forse avrei fatto diversamente perché, probabilmente si sarebbero riaperte le porte del professionismo».

Centrocampista con il fiuto del gol. Una rete che ricorda in modo particolare?
«Il primo che ricordo è quello segnato al Milan nel campionato Allievi Nazionali. Poi ho a cuore la stagione giocata in D con il Progetto Sant'Elia, ho realizzato 10 gol».

Ora con la Fc Alghero, quali obiettivi?
«Mi piace vincere. Sono più contento se posso fare un assist oppure una bella giocata, l'importante è divertirsi».

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