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La sconfitta della Dinamo, coach Bucchi: «Via queste facce, animo, sberla salutare»

<usng-titolo>La sconfitta della Dinamo, coach Bucchi: «Via queste facce, animo, sberla salutare»</usng-titolo>

«Hanno influito problemi e assenze, facciamo la preseason a stagione iniziata»

02 ottobre 2023
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Sassari «Non è una scusa, ma le cose non sono semplicissime quando devi lavorare senza tre giocatori, due del quintetto»: Piero Bucchi non è mai uno che si attacca alle assenze, ma questa volta non può fare a meno se vuole spiegare cosa è successo in Dinamo-Napoli. «La squadra è nuova e devi trovare i riferimenti –dice il coach, arrivato con notevole ritardo in sala stampa – ma occorrono una spinta e un atteggiamento diversi. Mi sono trattenuto con i ragazzi dopo la partita, cosa che non faccio mai. Gli ho detto che occorre tenere alta la testa, che hanno preso una sberla che può aiutarli a capire il livello della stagione che andiamo ad affrontare. In maniera serena, ma con determinazione (per fortuna era solo la prima di campionato), ma bisogna ripartire tutti insieme. Purtroppo facciamo la presason giocando le partite, come lo scorso anno. Ora speriamo di reinserire qualche infortunato, non subito Raspino, mentre per Tyree e Charalampopoulos dobbiamo valutare».

Cosa non ha funzionato? «Principalmente è stato un problema difensivo, l’approccio non è stato all’altezza, questo mi sorprende perché durante la preseason, ad esempio col Peristeri, sotto questo profilo la squadra mi era piaciuta. Forse è subentrata paura e un po’ di inesperienza, ma può servire da sveglia. Napoli è squadra molto esperta e sa gestire con grande freddezza ogni situazione, punendo ogni nostro errore».

McKinnie? «Ha fatto quel che poteva, è arrivato da pochi giorni, era dinamicamente dentro la partita, ma è chiaro che è solo servita per incamerare nel “computer” un po’ di informazioni, dato che non conosce il basket europeo, ha bisogno di tempo». E prima di andarsene, rivolto ai giornalisti e agli altri presenti, il Bucchi che non ti aspetti: «Animo, via queste facce ragazzi, non è morto nessuno». (a.pa.)


 

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