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L’ultimo tiro di David Logan, il giocatore di Chicago si ritira lasciando un’impronta indelebile

di Andrea Sini
L’ultimo tiro di David Logan, il giocatore di Chicago si ritira lasciando un’impronta indelebile

Per tre stagioni le sue prodezze hanno esaltato il pubblico di Sassari

03 febbraio 2024
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Sassari Per il suo ultimo tiro stavolta David Logan non ha aspettato la sirena. Il killer programmato per colpire nei finali infuocati, uno dei grandi idoli del PalaSerradimigni, si è slacciato le scarpe una volta per tutte in gran segreto, con un campionato ancora da giocare e una stagione che ha appena superato il giro di boa.

La fuga Sabato sera la stella nativa di Chicago ha giocato con la maglia della Givova Scafati contro Treviso. Due giorni dopo, senza dire niente a nessuno, si è imbarcato su un volo per gli Stati Uniti. Prima di decollare ha scritto un messaggio ai suoi dirigenti comunicando la propria partenza definitiva. Una volta arrivato a destinazione ha annunciato attraverso i social il proprio addio al basket. Si chiude così, a 41 anni, nella maniera meno scontata, la lunghissima carriera di uno dei giocatori più forti che hanno calcato i parquet della serie A italiana nell’ultimo ventennio.

La missione impossibile Era arrivato a Sassari nell’estate 2014 con una doppia missione impossibile: prendere il posto di play appena lasciato vacante da un certo Travis Diener, e curare il cuore spezzato dei tifosi dopo la partenza del giocatore biancoblù più amato di ogni tempo. Lui che è sempre stato l’antitesi di TD12, sia dal punto di vista tecnico che da quello caratteriale, a modo suo è riuscito nell’impresa. Non l’ha fatto con i sorrisi, certo, ma a colpi di grandi prestazioni, di giocate spaziali, serietà e leadership silenziosa.

Il killer biancoblù Sassari e la Dinamo hanno avuto il piacere di vederlo all’opera con i colori biancoblù per tre stagioni (dal 2014 al 2016, poi il deja vu del 2021-’22). Ma l’annata che resta scolpita nelle mente dei tifosi è ovviamente la prima, quella in cui la Dinamo di Meo Sacchetti riuscì a vincere tutto ciò che c’era da vincere in Italia. Partendo dalla Supercoppa giocata a Sassari in ottobre, passando per la coppa Italia di Desio e completando l’opera con lo storico scudetto portato a casa dal PalaBigi di Reggio Emilia. A Desio il giocatore americano con passaporto polacco diede un contributo decisivo soprattutto in semifinale (16 punti) e nella finale contro Milano (25 punti con 7/13 da oltre l’arco), conquistando con pieno merito il riconoscimento come Mvp della competizione.

Le imprese In tre stagioni con la canotta del Banco di Sardegna, David Logan ha segnato almeno 20 punti in qualcosa come 36 partite di campionato, in due occasioni è andato oltre i 30 (record i 37 con 7/10 da 3 segnati a Reggio Emilia in regular season 2015-’16); in un’occasione, contro la Virtus Bologna, ha segnato 8 triple in una sola partita.

Il miracolo di gara3 Ma il vero capolavoro, anche per il peso specifico della sfida, è quello di gara3 della indimenticabile finale scudetto contro la Grissin Bon Reggio Emilia, il 18 giugno 2015: dopo due sconfitte rimediate al PalaBigi nelle prime due gare della serie, nel terzo match della serie la Dinamo si trovò in grave difficoltà. A cavallo tra il secondo e il terzo periodo la Reggiana piazzò un break di 21-0 e a meno di 8 minuti dalla fine il Banco era sotto di 13 punti, 49-62. In caso di colpo esterno, Reggio Emilia avrebbe avuto ben tre match ball scudetto. Ma non aveva ancora fatto i conti con David Logan, che in quegli 8 minuti mise a ferro e fuoco il canestro avversario: arrivarono in sequenza 19 punti senza sbagliare un tiro, con 5 bombe, due tiri liberi e un canestro da 2. La Dinamo la sfangò, vincendo 80-77 e mettendo il primo mattoncino tricolore.

Talento e serietà David Logan ha giocato da professionista per un ventennio, arrivando a indossare maglie prestigiose e a conquistare trofei importanti. Ma non si può dire che fosse un predestinato, né che la sua gavetta non sia stata lunga e faticosa. Jack Devecchi, suo compagno alla Dinamo, lo marcò la prima volta in un Biella-Montegranaro del campionato di Legadue 2005-’06. Poi un lungo vagare tra la Polonia, le leghe minori Usa, Spagna (Baskonia), Grecia (Panathinaikos), Israele (Maccabi) e Germania: fu dopo il doppio confronto tra Dinamo e Alba Berlino nell’Eurocup 2013-’14, nel quale Logan annullò letteralmente Drake Diener. Coach Meo Sacchetti, il giemme Federico Pasquini e il presidente Stefano Sardara decisero che quello sarebbe stato il primo nome da inserire nella lista della spesa per l’anno successivo. Con l’addio dei due Diener, pochi mesi dopo, il primo tassello fu proprio quel killer arrivato da Chicago, che poi avrebbe giocato anche con Avellino, Strasburgo, Rytas, Treviso, Cantù e Scafati. Pochi sorrisi, molta resa. Che spettacolo, David Logan.

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