Chiama i carabinieri per riavere dall’arbitro i documenti della squadra
Il racconto del presidente della Verde Isola di Carloforte: «Avevamo atteso per un’ora che il direttore di gara ce li restituisse, dovevamo prendere il traghetto»
Sant'Antioco Costretto a chiamare i carabinieri per riavere dall’arbitro i suoi documenti e quelli di tutta la squadra. E’ il surreale racconto fatto da Giuseppe Buzzo, presidente della Verde Isola, società di Carloforte che gioca nel campionato di calcio di Promozione (girone A). Domenica la squadra ha disputato una gara contro il Guspini sul campo di Sant’Antioco, per l'indisponibilità delle strutture nell'isola di San Pietro.
Buzzo racconta che al termine del match si è avvicinato all'arbitro e ha chiesto cortesemente di conoscere i motivi di una espulsione, la seconda subita nel corso della gara dalla sua squadra. Non avendo ricevuto risposta, afferma di aver atteso di riavere indietro i documenti per poter ripartire verso Carloforte. Normalmente trascorrono una quindicina di minuti tra il termine della gara e la compilazione del rapportino finale.
Ma dopo un'ora, considerato che la società carolina dipende strettamente dagli orari dei traghetti, e visto che l'arbitro non si decideva a restituire le carte d’identità di atleti, staff e dirigenti, Buzzo ha chiesto l'intervento dei carabinieri per riaverli. A quel punto – prosegue Buzzo – l'arbitro ha rilasciato i documenti. Scoprendo con sorpresa di essere stato espulso.
«Credo sia una cosa molto grave – ha detto Buzzo – non ho ricevuto nessuna segnalazione durante la gara, non ho assolutamente insultato o proferito parole ineducate verso il direttore o la terna. Non ho fatto nulla per meritare l'espulsione, mi rivolgerò alla procura federale e chiederò che siano ascoltati anche i dirigenti del Guspini, mi pare tutto assurdo».
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