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Federico Pasquini: «Con una Dinamo da battaglia conquisteremo il pubblico»

Antonello Palmas
Federico Pasquini: «Con una Dinamo da battaglia conquisteremo il pubblico»

Il general manager: «Gli infortuni hanno pesato, e il fatto di avere una squadra troppo multietnica e con quasi tutti in scadenza di contratto invece che un vantaggio si è rivelato un problema. Ripartiremo con un gruppo come piace al coach Nenad Markovic, con due creatori di gioco e più fisicità nei ruoli da 3 a 5». Ousmane Diop verso un grosso club

07 maggio 2024
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Sassari Sono stati commessi degli errori, c’è stata una buona dose di malasorte e il risultato è stato quello di una squadra che ha faticato per diventare davvero tale, andando incontro a troppi up and down. Si può sintetizzare così la valutazione sulla stagione della Dinamo Banco di Sardegna fatta oggi martedì 7 maggio dal general manager Federico Pasquini nel corso di una conferenza stampa nella club house in cui si è assunto le responsabilità di ciò che non è andato bene.

 "Non mi (e non ci) ha soddisfatto l’andamento di questa squadra –  ha detto – perché ha vissuto di alti e bassi (che in futuro dobbiamo evitare), senza mai darti la sensazione di essere consistente, una vera squadra. Questo secondo me è il problema più grosso e va oltre la valutazione dei risultati, riconosco le scusanti e gli infortuni, che ci hanno fatto partire con una vittoria su 8 gare”. Per Pasquini le difficoltà  sono nate anche dal fatto di avere pensato “una squadra troppo multietnica con tante nazionalità Senegal, Croazia, Estonia, Lituania, Guadalupe, Usa di diverso tipo, quello che pensavo potesse essere una ricchezza è diventato uno svantaggio”.

L'altro problema è risultato “avere quasi tutti giocatori in scadenza di contratto: pensavo sarebbe stato un vantaggio, dando energia per fare una grande stagione, e invece ha tolto un po’ di senso di appartenenza che nel passato abbiamo avuto. Lo dico dopo due stagioni che abbiamo fatto le semifinali e c’era un’atmosfera diversa, in questa annata ho avuto la sensazione che anche le emozioni fossero sempre legate alle singole giornate. Noi dobbiamo andare al Palazzetto e sapere che tipo di spettacolo possiamo dare, è importante la vita quotidiana che la squadra fa e non siamo riusciti a dare continuità".

Pasquini ha ricordato quanto «l’infortunio di Eimantas Bendzius ci ha distrutto, rappresentava un giocatore cardine, insieme alle prime otto partite in cui abbiamo avuto tanti infortuni e problemi: l’annata è andata in questa maniera, dobbiamo cercare di fare meglio in futuro. Le basi sono solide, avverto tanta voglia di ripartire, tanta energia da parte di coach Nenad Markovic e mi fa piacere perché la prossima sarà una stagione ancora diversa: preferisco fare 26 punti con questo spirito che 28 con quello di quest’anno. Vogliamo una squadra da battaglia che possa conquistare la gente. Se riusciamo da subito a presentare un prodotto con questa energia possiamo pensare di fare bene”.

 Il futuro? «Ripartiremo da Alessandro Cappelletti e Eimantas Bendzius, che sono sotto contratto. Sarà una squadra nuova, con una base italiana e accordi pluriennali: sarà fondamentale lo spirito di appartenenza e sapere dove si è arrivati. Può darsi che si decida di confermare qualcun altro, non fai 28 punti senza buoni giocatori. Ma è possibile che ci siano dei giocatori che non puoi più permetterti. Ora ci sarà una Dinamo con il marchio di Nenad Markovic, che si rispecchi nel suo sistema di gioco quindi con due giocatori che creino con la palla in mano e fisicità nei ruoli dal 3 al 5».

Ousmane Diop? «Credo che andrà ad alto livello: ha molto mercato, non so se Europa o Italia ma è destinato a un grande salto e non possiamo che essere felici per lui”. Sapremo in poco tempo il posizionamento nelle coppe europee, purtroppo siamo poco padroni del nostro destino con il decimo posto. Se non si faranno le coppe non sarà un dramma». Ma afferma che c’è grande apertura e considerazione verso il club dai vertici Fiba.

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