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L’intervista

Torres, il presidente Stefano Udassi: «Pronti a riprovarci»

di Roberto Muretto
Torres, il presidente Stefano Udassi: «Pronti a riprovarci»

Dopo la delusione la forza e la determinazione di guardare al futuro: «Ripartiremo con l’obiettivo di migliorarci, abbiamo un progetto serio e basi solide»

27 maggio 2024
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Sassari Con il cuore a pezzi si è armato di coraggio ed è entrato nello spogliatoio. I giocatori piangevano, delusi da un’eliminazione immeritata dopo aver dato tutto. Stefano Udassi è stato giocatore, il presidente sa che cosa si prova in questi momenti. Ha vestito i panni del bravo papà e ha tirato su il morale a tutti . Durante la partita era teso come una corda di violino, ha sofferto, sperato. Ma sa che il calcio può regalarti bellissime soddisfazioni ma anche delusioni come quella di sabato sera.

Presidente, come ha trascorso la nottata?

«Cerchi di metabolizzare quello che è successo ma è difficile. La delusione c'è alla luce della prestazione dei ragazzi, meritavamo di passare noi. Ma nessuno può cancellare la grande stagione fatta dlla squadra. Così come mi riempie gli occhi la cornice di pubblico e lo spettacolo che i nostri tifosi hanno dato. Sono stati meravigliosi, siamo orgogliosi di questo. La Torres è tornato nei pensieri dei sassaresi».

Quanto vi brucia?

«Tantissimo, il gruppo meritava la semifinale perché nell’arco delle due partite la squadra migliore è stata la Torres. la fortuna non ci ha assistito. Tutti, dalla squadra allo staff, alla dirigenza, hanno dei meriti nella costruzione di un progetto che non si ferma certo qui. Siamo frustrati, delusi e dopo la partita vedere così abbattuti mi ha fatto male. Lo sport ti dà e ti toglie. Ti rimane l'amaro in bocca ma se pensi alle gioie che hai dato, allora ti torna un po’ il sorriso».

Adesso bisogna pensare a come ripartire?

«Intanto dal pubblico. Vorrei ringraziare ognuno di quelli che erano allo stadio e chi è stato fuori perchè non c'erano più biglietti disponibili. Da lì si riparte. Noi come società abbiamo il senso della responsabilità. Personalmente sono a carico a bomba e la stessa cosa posso dire della proprietà».

Episodi e recriminazioni: quel rigore non dato alla fine del recupero? «Non mi piace parlare di queste cose, anche se ho avuto la sensazione che l’arbitro per un attimo ha pensato di concederlo, poi non ha fischiato. Le immagini sono chiare ma parlare di queste cose non serve a nulla. Dobbiamo guardare avanti».

Ha parlato con i patron Pinna e Maddau?

«Sono Delusi anche loro. Siamo uomini di sport, sappiamo che si può gioire e soffrire. Siamo persone mature per accettare il verdetto del campo. Sappiamo anche che quel verdetto è ingiusto perchè nel doppio confronto siamo stati superiori».

Adesso che succede? «Ci riposiamo qualche giorno, ne abbiamo bisogno. Poi si riparte pronti ad affrontare le cose con ancora più voglia e col l’obiettivo di migliorarci».

C’è chi dice: chissà quando ci ricapita.

«Può capitare sempre. C'è una società che ha a cuore il club, ha un progetto serio e basi solide. Guardiamo avanti con positività perchè abbiamo i bilanci a posto. E poi abbiamo una buona base nell'area tecnica e siamo in crescita. Infine, la voglia di fare non ci manca. Lavorare, lavorare, lavorare è in nostro motto. nient'altro».

Ci dice cosa ha detto alla squadra a fine gara? «Intanto li ho ringraziati. E poi ho detto che eravamo orgogliosi di loro sotto l’aspetto calcistico e umano. Non c'era nient’altro da aggiungere. È vero, ci sono state lacrime ed è comprensibile, ma noi società e tutti i tifosi siamo fieri di questo gruppo. Gli applausi finali valgono più di ogni altra cosa e mitigano un po’ la delusione».

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