Francesco Ruocco: «Grazie di tutto Torres»
Ufficiale il passaggio dell’ex giocatore rossoblù al Mantova in Serie B. «A Sassari sono stato trattato come un figlio»
Sassari Evidentemente Francesco i gol più belli li ha fatti nel cuore di tifosi, compagni e società. Difficile ricordare un addio più difficile di quello di queste ore tra la Torres e l’attaccante Francesco Ruocco, nonostante si sapesse da tempo che il talento del giovane non poteva che portarlo in quella Serie B che con la Torres non è riuscito a raggiungere.
Il 23enne nato a Napoli e vissuto a Brescia da ieri è un giocatore del Mantova, il club neopromosso nella serie cadetta che ha battuto la concorrenza della Samp per aggiudicarsi le sue prestazioni. Un turbinio di emozioni per lui, che due giorni prima si era sposato con la sua Alessia, conosciuta proprio nell’isola.
Da un matrimonio a un divorzio, seppure agrodolce, con i colori che lo hanno lanciato. La società rossoblù specifica che Ruocco, 12 reti in 35 presenze nella scorsa stagione, è stato ceduto a titolo definitivo per un prezzo di 170mila euro che diventano 200mila in automatico, e 230mila raggiungendo degli obiettivi non impossibili. Questo per smentire le voci che ieri insinuavano di una presunta “svendita” del giocatore. Da Mantova arriva invece notizia che il nuovo giocatore virgiliano ha siglato con la società di Viale Te un contratto quadriennale, con scadenza 30 giugno 2028.
Come sta vivendo questo momento?
«È tutto emozionante – risponde Ruocco – ho fatto tanti sacrifici e una piccola ricompensa l’ho avuta».
Che obiettivi si è messo?
«Non ho mai nascosto che il mio sogno sin da bambino era quello di giocare in Serie A, nel Napoli, la città in cui sono nato. Il mio idolo, anche se sono giovanissimo e non ho potuto conoscerlo, è sempre stato Maradona e giocare con il numero 10 in maglia Torres ha avuto un significato importante per me».
Torna dalle parti della sua seconda città, Brescia.
«Mi ci ero trasferito all’età di 10 anni proprio per giocare a calcio, insieme alla mia famiglia. Ho fatto le giovanili con Brescia, che però poi mi ha mandato via perché “troppo gracile” e sono andato in una scuola calcio. Sono tornato al Brescia, passando per il prestito al Giana Erminio. Poi da lì è cominciato tutto».
La Sardegna le ha portato fortuna.
«Se contiamo che ero stato praticamente mandato via dalla Giana, il morale era davvero basso: mi sembrava di ricevere una batosta dietro l’altra. Alla Torres sono stato trattato come un figlio e ho potuto fare davvero un bel percorso. In Sardegna poi mi sono creato una famiglia, mi sono fidanzato e due giorni fa (rivela) mi sono sposato con Alessia».
I tifosi hanno però apprezzato un’altra coppia, quella... sul campo con l’altro bomber Fischnaller, difficile trovare un partner d’attacco con una tale intesa.
«Non sarà semplice, ma andrò in B e tra tanti giocatori importanti spero di ricreare qualcosa di simile anche lì».
Sassari le mancherà?
«Andare via è bello a livello lavorativo, ma dall’altra parte resta l’amarezza di lasciare qui tante persone cui tengo tanto. Avrò certamente un po’ di nostalgia, ma questo è il percorso che deve fare un calciatore se vuole fare il professionista».
Su Instagram ha salutato così: «È difficile trovare le parole. Ho trascorso 3 anni bellissimi qui a Sassari e lascerò qui le persone più importanti per me. Ci tenevo a ringraziare pubblicamente la società, i tifosi e soprattutto i miei compagni di squadra che mi hanno cresciuto e sostenuto in ogni momento. Sono arrivato che ero un bambino e me ne vado che sono un uomo e questo è merito vostro. Dovrò lasciarvi perché ho un’opportunità che non posso lasciarmi sfuggire e perché voglio cercare di raggiungere il sogno che sto coltivando piano piano da bambino. Ciao Sassari, ciao Torres, è stato un onore, vi voglio bene e sarò il vostro primo tifoso».
Per la Torres a parlare per tutti è Andrea Colombino, direttore sportivo: «Qualsiasi cosa accadrà nel nostro futuro, non ci dimenticheremo mai del tempo trascorso insieme. Questo significa che abbiamo vissuto profondamente questi tre anni donandoci qualcosa che rimarrà dentro di noi. Siamo felici che Francesco possa fare questo importante e meritatissimo step di crescita per la sua carriera. Gli auguriamo di rimanere sempre un ragazzo semplice ed umile. Lo stesso che si è fatto apprezzare e volere bene qui da noi. Ad maiora!»
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