Infantino prende in giro l’Italia fuori dal Mondiale: «Forse con 208 squadre si qualifica»
Il presidente della Fifa, intervistato da Cazé TV, ha scherzato sull’assenza degli azzurri e sull’ipotesi di un ulteriore allargamento del torneo dopo il passaggio a 48 nazionali
Roma Il Mondiale è appena cominciato, ma l’Italia è ancora una volta costretta a guardarlo da casa. E Gianni Infantino, presidente della Fifa dal 2016, non ha evitato la battuta. Intervistato dalla televisione brasiliana Cazé TV, il dirigente svizzero-italiano ha ironizzato sull’assenza della Nazionale maschile, che non partecipa a una fase finale dal 2014, l’ultima disputata in Brasile.
Il riferimento è arrivato parlando del nuovo formato della Coppa del Mondo, inaugurato nell’edizione ospitata da Messico, Canada e Stati Uniti. Per la prima volta le squadre sono 48, sedici in più rispetto alle 32 previste fino al 2022. Infantino ha spiegato che in sede Fifa è stata già discussa anche l’ipotesi di un torneo a 64 partecipanti, con l’obiettivo di coinvolgere un numero ancora maggiore di Paesi.
Poi la stoccata agli azzurri: forse, con 64 squadre, l’Italia riuscirebbe a qualificarsi. E, ha aggiunto in tono provocatorio, si potrebbe arrivare fino a 208 nazionali per vedere se ce la farebbe. Una cifra volutamente paradossale, quasi coincidente con il totale delle federazioni affiliate alla Fifa, che sono 211.
Per l’Italia è la terza esclusione consecutiva dal Mondiale. Dopo il 2018 e il 2022, quando gli azzurri furono eliminati agli spareggi rispettivamente da Svezia e Macedonia del Nord, anche il cammino verso il torneo iniziato ieri, giovedì 11 giugno, si è fermato prima della fase finale. A marzo la Nazionale aveva perso lo spareggio decisivo contro la Bosnia Erzegovina, mancando ancora una volta l’appuntamento più importante del calcio internazionale.
Non è la prima volta che Infantino usa l’ironia sul tema. Una battuta simile era già arrivata nel 2019, quando era stato deciso l’allargamento del Mondiale a 48 squadre a partire dal 2026. L’aumento dei posti, però, non è bastato agli azzurri per tornare tra le protagoniste.
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