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Maria Sole Tognazzi: «Sui diritti dei gay l'Italia è in ritardo»

Alessandro Pirina
Maria Sole Tognazzi: «Sui diritti dei gay l'Italia è in ritardo»

A Tavolara la regista ha presentato "Io e lei" con lo sceneggiatore Ivan Cotroneo e la produttrice Francesca Cima

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INVIATO A TAVOLARA

Tre anni fa portò in esclusiva a Tavolara le primi immagini di "Viaggio sola". Il film è poi andato bene al botteghino, è stato venduto all'estero e addirittura Hollywood ne ha acquistato i diritti per farci un remake. Tre anni dopo, quasi fosse un rito scaramantico, Maria Sole Tognazzi è tornata a Tavolara con le prime immagini di "Io e lei", il film che uscirà il 1° ottobre con Margherita Buy e Sabrina Ferilli protagoniste di una storia d'amore. Una pellicola che inizialmente era stata presentata come il remake rosa del "Vizietto", ma in realtà in comune con il leggendario film del tandem Tognazzi-Serrault ha solo una coppia gay al centro della storia. «Dopo "Viaggio sola" volevo lavorare di nuovo con Margherita - racconta Maria Sole Tognazzi, figlia del grande Ugo -. Stavo pensando a un personaggio per lei, quando, in quegli stessi giorni, incontrai a Cannes Sabrina Ferilli, con cui in passato avevo lavorato come aiuto regista. Lì è scattata nella mia la mente non solo l'idea fare un film con loro due, ma anche di metterle insieme proprio come coppia».

Ancora una volta, dunque, la donna è protagonista di un film della Tognazzi, ma una donna diversa da quelle che si vedono abitualmente al cinema. «È un film sulle corde di "Viaggio sola" - dice ancora la regista -. Mi rendo conto che è un discorso che prosegue. Nei miei film cerco di raccontare donne libere, lontane da quei cliché con cui vengono solitamente raccontate al cinema. In "Viaggio sola" la Buy era un'eroina, felice di non avere una famiglia, felice di essere sola. E anche in "Io e lei" le protagoniste sono due donne adulte, molto diverse tra loro, che si scelgono consapevolmente». «È una storia molto divertente e allo stesso tempo toccante - interviene lo sceneggiatore Ivan Cotroneo, che ha appena finito di girare "Un bacio", il suo secondo film da regista -. È una commedia sull'amore. Quando Maria Sole ne ha parlato a me e a Francesca Marciano, l'altra sceneggiatrice, l'abbiamo accolta con grande entusiasmo, perché era una cosa inedita per il cinema italiano. È stato davvero piacevole scriverla».

La tematica di "Io e lei" è di strettissima attualità. Proprio in queste settimane è all'esame del Parlamento la legge sulle unioni civili che dovrebbe - mai come in questi è d'obbligo il condizionale - andare in porto entro settembre. «L'Italia è già molto, troppo in ritardo - afferma Francesca Cima, che con Indigo ha prodotto "Io e lei" -. Mi fa piacere che questo film si occupi di questo tema che va a toccare con mano l'attualità. È una pellicola che sta dentro il dibattito che c'è oggi nel Paese. Un dibattito che da altre parti è stato fatto molto prima». «Mi auguro che finalmente l'Italia possa adeguarsi al resto del mondo - aggiunge la Tognazzi -. Sono anni che ci proviamo, speriamo davvero sia la volta buona». «Sarebbe bello se, seppur con anni di ritardo, ci mettessimo al passo con gli altri paesi», sostiene anche Cotroneo.

E di questo, del film "Io e lei" e di diritti civili, si parlerà oggi alle 18.30 nella piazzetta di Porto San Paolo. Un incontro, ribattezzato il "family gay", moderato da Piera Detassis e Geppi Cucciari, a cui interverranno Tognazzi, Cotroneo e Cima. In serata poi il festival approderà a Tavolara, dove per la prima volta si terrà uno show dal vivo, "A ruota libera" con Giovanni Veronesi. Seguirà la proiezione di "Youth - La giovinezza" di Paolo Sorrentino, prodotto anch'esso da Indigo. «Come "La grande bellezza" - dice la Cima - è un film in cui la gente si schiera. Piace o non piace. Per un produttore non c'è cosa più bella, perché vuole dire che il film ha inciso sulla collettività».

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