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Domenico Canu direttore dell’Isre? I dubbi della Regione

Domenico Canu direttore dell’Isre? I dubbi della Regione

Polemica aperta sulla nomina decisa da un cda spaccato Una richiesta di chiarimenti inviata ai dirigenti dell’istituto

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NUORO. Sulla nomina di Domenico Canu a direttore dell’Isre (Istituto superiore regionale etnografico)da parte del cda dell’ente di cultura nuorese la giunta regionale vuole vederci chiaro. Normale, visto che l’Isre è un ente regionale. L’altro ieri la Direzione generale del personale della Regione Sardegna ha spedito all’istituto di via Papandrea una lettera in cui sono contenuti, in sostanza, una premessa e tre rilievi critici.

La premessa è che essendo decorsi, all’atto della designazione di Canu da parte del cda, più di 60 giorni dalle dimissioni del precedente direttore (Cristiana Collu) la competenza a conferire l’incarico passa dal cda al Presidente della Regione. Così stabiliscono gli articoli 28 e 33 della legge regionale numero 31 del 1998 sulla “Disciplina del personale regionale e dell’organizzazione degli uffici della Regione”.

Il primo rilievo è il seguente: «Si ritiene di dover acquisire gli elementi giustificativi che anno portato alla non unanimità della scelta del candidato, non essendo in tal senso adeguatamente motivata la deliberazione del consiglio di amministrazione». Il cda dell’Isre è composto da tre membri: il presidente Bruno Murgia, il sindaco di Nuoro Andrea Soddu e il geometra Giampaolo Mele. Il primo ha votato contro Canu. Gli altri due a favore. L’Isre ha quindi, al momento, un direttore non gradito al presidente. Situazione non delle migliori per una proficua attività dell’istituto. Ovvio che la Regione voglia capire che cos’è successo.

Il secondo rilievo è questo: «Se era obiettivo dell’Isre – cone si evince dalla deliberazione del cda – “il rilancio delle attività complessive dell’Istituto e un riposizionamento del medesimo quale primaria istituzione culturale al servizio dell’intero territorio regionale e in una prospettiva extraregionale”, anche di ciò si sarebbe dovuto dare rappresentazione nel deliberato del cda quale elemento di valutazione ai fini della scelta». E invece così non è stato.

Terzo e ultimo rilievo critico: «Dal curriculum del candidato prescelto non si desume in maniera certa il possesso dei requisiti previsti nell’avviso, il quale prevedeva di “avere ricoperto per almeno cinque anni incarichi dirigenziali in sistemi organizzativi pubblici di medie e grandi dimensioni; ovvero con inquadramento contrattuale con qualifica di dirigente in sistemi organizzativi privati”». La Direzione del personale chiede all’Isre di fornire gli elementi in suo possesso che dimostrino in maniera certa la sussistenza dei requisiti di Canu.

Solo dopo che l’Isre avrà dato una risposta si potrà passare alla fase successiva e conclusiva del caso: la decisione del presidente della giunta regionale. Che può fare due cose: ratificare o respingere motivando. (cos.c.)

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