La Nuova Sardegna

Tre autori sardi in vetrina con l’élite italiana del fumetto

di Fabio Canessa
Tre autori sardi in vetrina con l’élite italiana del fumetto

I disegni di Otto Gabos, Igort e Vanna Vinci nella mostra dei 50 anni a Roma Dal 24 aprile a Trastevere un viaggio epocale con oltre trecento tavole

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SASSARI. Dall'inizio della pubblicazione del capolavoro di Hugo Pratt “Una ballata del mare salato” a un'opera ancora inedita di Gipi dal titolo “Walker”. Nel mezzo alcuni dei lavori più significativi di altri trentotto grandi autori tra i quali i sardi Igort, Otto Gabos e Vanna Vinci. Tutti e tre nati a Cagliari. La mostra “Fumetto italiano. Cinquant’anni di romanzi disegnati”, visitabile da oggi sino al 24 aprile al Museo di Roma in Trastevere, si presenta come epocale. Un viaggio fra oltre trecento tavole originali prese da opere che pur passando attraverso forme editoriali diverse – dalla stampa a puntate nelle riviste distribuite in edicola ai volumi autoconclusivi che oggi hanno conquistato le librerie con il termine di graphic novel – si possono in qualche modo accomunare sotto l'espressione di romanzi disegnati. Con la caratteristica di essere firmati tutti da fumettisti che sono autori sia delle sceneggiature sia dei disegni. La mostra è una co-produzione di Agema Corporation e ViDi ed è curata da Paolo Barcucci e Silvano Mezzavilla.

5 Il numero perfetto. Quando si parla di graphic novel il primo nome che viene in mente è sicuramente quello di Igort (pseudonimo di Igor Tuveri). Tra i suoi lavori più importanti c'è “5 è il numero perfetto” di cui si potranno ammirare alcune tavole nella mostra a Roma. Un volume, che raccoglie una storia noir ambientata a Napoli, pubblicato nel 2002 ma parte di un progetto al quale Igort pensava da tempo. «Erano ancora gli anni Novanta – ricorda l'autore – Ho cominciato a disegnarlo quando mi trovavo in Giappone dove ero andato anche perché lì era già possibile fare dei lavori con una fogliazione molto più estesa che da noi. Mi interessavano le storie lunghe, la possibilità finalmente di lavorare con i silenzi, di esplorare la psicologia del personaggio senza l'incubo delle pagine che finivano. All'epoca non c'erano molti romanzi disegnati». Il lavoro di Igort segna un punto di svolta, sia come autore sia come editore. Se oggi si pensa al fumetto in termini di libro e grazie anche ai bellissimi volumi pubblicati dalla sua casa editrice: la Coconino Press che ha lanciato talenti come Gipi e Manuele Fior, tra i protagonisti della mostra: «L'idea – spiega Igort – è stata quella di dare dei binari a queste locomotive che sono gli autori. Dire loro che se volevano raccontare a lungo respiro, avevano a disposizione tutte le pagine necessarie».

L'illusione della terraferma. Tra gli autori che hanno guardato a Igort come punto di riferimento c'è anche Otto Gabos (vero nome Mario Rivelli). «Quando ho iniziato ero molto attento a quello che stavano facendo lui e gli altri del gruppo Valvoline» sottolinea il disegnatore, felice di poter esporre alcune sue tavole al fianco di quelle di maestri ai quali ha sempre guardato con ammirazione come Pratt, Magnus, Micheluzzi. Di Otto Gabos viene presentato “L'illusione della terraferma”, libro pubblicato pochi mesi fa da Rizzoli Lizard e che sarà a marzo anche al centro di una mostra personale allestita nella galleria Tricromia, sempre a Roma. Un noir che vede protagonista un commissario spedito per punizione a Carbonia alla fine degli anni Trenta. La Sardegna dovrebbe tornare anche nel prossimo libro di Otto Gabos per il quale il romanzo disegnato è stato un approdo naturale sia per esigenze narrative personali, «Pur amando anche la serialità mi ha sempre attirato l'idea del racconto unico e lungo», sia per i cambiamenti del mercato editoriale: «A metà degli anni Novanta le riviste si sono in pratica estinte, è venuto meno questo momento di passaggio, di vetrina, con il quale tastavi il terreno, il tuo romanzo usciva a puntate e poi magari raccolto in volume. E con il tempo si è sviluppata la modalità di uscire direttamente come volume. Oggi il romanzo a fumetti ha trovato una sua collocazione libraria».

Tamara de lempicka. Tra i quaranta romanzi disegnati presentati dalla mostra “Fumetto italiano. Cinquant’anni di romanzi disegnati” ce ne sono anche alcuni firmati da fumettiste. Tra questi l'ultimo lavoro dell'autrice cagliaritana Vanna Vinci, pubblicato l'anno scorso da 24 Ore Cultura: “Tamara de Lempicka. Icona dell'art déco”. Libro con il quale racconta la vita della pittrice polacca, donna modernissima, trasgressiva diventata un simbolo femminile dell'indipendenza. Tra le altre donne del fumetto scelte dai curatori ci sono Sara Colaone, Francesca Ghermandi, Gabriella Giandelli. E c'è anche Pia Valentinis, nata a Udine ma ormai cagliaritana d'adozione.

Maestri di ieri e di oggi. A completare la grande mostra romanaci sono tra gli autori non citati nelle righe precedenti altri grandi nomi che con le loro storie e i loro disegni hanno fatto viaggiare in mondi diversi tanti lettori: Guido Crepax, Dino Battaglia, Andrea Pazienza, Altan, Sergio Toppi, Filippo Scozzari, Lorenzo Mattotti, Massimo Giacon, Milo Manara, Luca Enoch, Carlo Ambrosini, Vittorio Giardino, Davide Toffolo, Marco Corona, Sergio Ponchione, Elfo, Giuseppe Palumbo, Ausonia, Piero Macola, Sebastiano Vilella, Leo Ortolani, Marino Neri, Roberto Baldazzini, Tuono Pettinato, Paolo Bacilieri, Fabio Visintin, Davide Reviati, Zerocalcare.

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