La Nuova Sardegna

Al Man la camera vivente di Blazy

di Paolo Curreli
Al Man la camera vivente di Blazy

L’artista francese presenta “Living Room”, vegetali ed oggetti in un dialogo tra naturale e umano

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NUORO. Inaugurata venerdì scorso al Man – con un ottimo riscontro di pubblico – la seconda parte de “La costante resistenziale” ricognizione nell’arte contemporanea sarda che vede protagonista in questa tranche la generazione degli anni ’80 e ’90. Tanti artisti in mostra in un dialogo tra le precedenti esperienze e le nuove sperimentazioni, l’atmosfera della temperie restituita anche da un’interessante raccolta di locandine, manifesti e inviti.

Non meno importante la mostra inaugurata in contemporanea – come da tradizione un protagonista vivente dell’arte internazionale– questa volta il Man propone “Living Room”, personale dell’artista francese Michel Blazy, a cura del direttore del museo Lorenzo Giusti.

Michel Blazy è nato a Monaco nel 1966. Vive a Parigi. Suoi lavori sono conservati in alcune delle più importanti collezioni internazionali, tra le quali il Centre Pompidou di Parigi; il Museum of Old and New Art in Tasmania; il Museée d’art Moderne de la Ville de Paris, Il Nouveau Musée National di Monaco, Le Abattoirs di Tolosa e in numerosi Frac francesi, (Fondi regionali d'arte contemporanea) collezioni pubbliche di arte contemporanea create all'interno di un progetto di decentralizzazione. L’artista presenta a Nuoro una “Living Room”, un esempio di bioarte, un luogo dove l’inanimato umano dialoga con la natura. «Uno spazio fisico e un organismo multiplo – scrive Giusti nel suo testo di presentazione –. Che apre il campo a una riflessione tra natura e cultura». Blazy aveva anticipato in un dialogo con Xavier Franceschi, direttore del frac Le Plateau di Parigi il senso del suo lavoro nuorese. «È un insieme di più pezzi che riprendono gli elementi di una natura decorativa e “trasferita”, come si può trovare in un salotto: un acquario, una pianta verde, una pietra. Questo insieme tenta di amplificare la relazione che si può avere con una scultura e con questi pezzi di natura domestica – descrive così il suo lavoro Blazy –. All'interno dell'acquario, allestito come la vetrina di un concept store, ci saranno delle pile di maglioni, dei pantaloni, delle scarpe sportive e delle macchine fotografiche, poste su delle basi, su cui crescerà ogni sorta di pianta. Un micro-ecosistema nel quale l'uomo è chiuso allo stesso modo in cui lo è la natura, come una metafora della condizione terrestre».

Lorenzo Giusti coglie – nel lavoro di Blazy – anche un rapporto con la tradizione rinascimentale della ricerca dell’armonia divina nella natura, o la riconciliazione dell’uomo con l’ecosistema dell’arte povera italiana di Penone e Mertz o nelle azioni di Beuys. Nella Living Room anche un’eco di una “camera delle meraviglie”, il museo diviene palcoscenico organico dove si percepiscono o si intuiscono innumerevoli mutazioni e crescite organiche. «Espressione di una natura pulsante che vive e vibra» scrive Lorenzo Giusti. La mostra sarà aperta fino al 10 aprile. Domenica 6 marzo, come ogni prima domenica del mese, l’ingresso è gratuito.

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