La Nuova Sardegna

«Ecco il mio Sud, vitale e poetico»

di Roberta Sanna

Rocco Papaleo porta in scena a Cagliari “Una piccola impresa meridionale”

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CAGLIARI. «Tra un’ora prendo l'aereo. Arrivo con grandi propositi». Rocco Papaleo torna in Sardegna, di cui si dichiara innamorato e dove girò il film «Una piccola impresa meridionale» scegliendo la zona del Sinis.Un posto magico, racconta, il faro Capo San Marco vicino alle rovine di Tharros. «Avevo girato tutto il sud per trovare un luogo così, l’ho eletto a luogo dell'anima». Da domani al Teatro Massimo alle 20.30 sarà protagonista dello spettacolo con lo stesso titolo, “Una piccola impresa meridionale”, per la stagione Cedac, con repliche sino a domenica.

«Non raccontiamo le stesse storie del film, ma ci sono delle affinità a livello di tono, la ricerca di una narrazione musicale, un’interazione fra musica e un tono in bilico tra ironia, leggerezza, comicità e i sentimenti. Mi verrebbe da dire anche la poesia, se non sembrasse troppo. In fondo è tutto poesia, in quest’idea di toccare l'animo degli spettatori».

Lo spettacolo, scritto con lo sceneggiatore Valter Lupo, che firma la regia, alterna racconti e canzoni, nel filone del teatro-canzone inventato da Gaber e Luporini. Lo spunto è autobiografico, dice il regista e attore.«Parliamo di noi stessi, di questa piccola impresa meridionale, un'orchestrina di cantastorie che gira l'Italia proponendo un intrattenimento leggero e possibilmente sentimentale, così da provocare tutti gli stati d'animo nello spettatore. Di sera in sera cambia nell'interazione col pubblico, e se è vero che dopo tantissime repliche – oltre 450 – conosciamo la gamma di reazioni a cui affidarci e che in qualche modo abbiamo codificato, tutte le sere troviamo una prospettiva nuova». Al centro c'è l'idea di un viaggio nel Meridione, sia fisico che ideale: «Mi sono sempre sentito un meridionale alla riscoperta del Sud, che l'ha lasciato per trovare occasioni di esprimersi, ma a cui continua ad ispirarsi,con un’essenza più poetica, fatta di luci, suoni e sapori, che riguardano l'intimità. È ovvio che conosco le contraddizioni e le problematiche del Sud, che in altri ambiti sarei pronto a sviscerare, anche se non sono un antropologo né un politico. Ma in teatro l'obbiettivo è intrattenere dolcemente, carezzevolmente, e quindi cerco di offrire la prospettiva di un Meridione che ha forza poetica e grandissime potenzialità. Poi, che queste potenzialità siano disattese è un fatto che è sui giornali tutti i giorni».

Nel suo nuovo film “Onda su onda”, recentemente uscito nelle sale, che interpreta con Alessandro Gassman, il parallelo è con l'Uruguay. «L’ho scelto per una certa affinità con la mia regione, la Basilicata, per il fatto di essere meno conosciuto rispetto a ciò che lo circonda e poi per questa curiosità, partita da un'assonanza e alimentata nelle letture, dalla scoperta del loro ex presidente Josè Mujica, che ha portato al vertice di un Paese un esempio di vita molto sobria, un’idea in cui mi ritrovo. Ha avuto una buona accoglienza, ma non l’hanno ancora visto in tanti, il viaggio è appena incominciato».

Il nuovo spettacolo teatrale di Papaleo sarà «Buena onda»,anche questa volta ispirato alle atmosfere del film. «È un nostro modo di lavorare, mantenere la stessa suggestione, in un processo di osmosi tra teatro e cinema che non ripropone le medesime cose, ma fa sì che le due esperienze si alimentino, in assonanza. Lo proveremo anche a Cagliari durante il giorno e se “Una piccola impresa meridionale” lascerà un buon ricordo magari ci rivorranno nella prossima stagione».

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