“Suffragette”, il femminismo allo stato nascente
Il film di Gavron nelle sale per la Festa della donna La dura battaglia per strappare il diritto al voto
di Fabio Canessa
Compare in una sola scena, giusto un paio di minuti. Tanto le basta per lasciare la sua impronta sull’ennesimo film di una carriera inimitabile, durante la quale ha dato volto e anima a una serie di personaggi entrati nella storia del cinema. Inventati o ispirati a figure realmente esistite. Come nel caso di Emmeline Pankhurst, leader del suffragismo inglese, figura mitica del movimento di emancipazione femminile. A interpretarla non poteva che essere un’attrice ormai leggendaria come lei: Meryl Streep. Una breve apparizione la sua perché “Suffragette”, diretto da Sarah Gavron, da qualche giorno nelle sale italiane, sceglie di raccontare la Storia non attraverso un film biografico su chi ha guidato la lotta per il voto alle donne, ma puntando sulle storie di persone normali, operaie come Maud Watts (interpretata da Carey Mulligan, la protagonista) che da mite e rassegnata giovane dei primi anni del Ventesimo secolo si trasforma in una militante appassionata.
Londra, 1912. Maud lavora in una lavanderia gestita da un uomo senza scrupoli. Posto malsano, numero di ore di lavoro più alto, ma paga più bassa degli uomini. Alcune colleghe aderiscono al movimento delle suffragette che combattono per i loro diritti, a cominciare da quello per il voto. Con il passare del tempo anche lei prende coscienza e si ritrova coinvolta nella battaglia di emancipazione delle donne che, ignorate dalla politica e dalla stampa, decidono di passare alle maniere forti per farsi sentire. Una protesta portata avanti dalle donne con atti di estrema decisione e determinazione: dal lanciare sassi contro le vetrine all’incendiare cassette postali, fino al far esplodere piccole bombe in edifici di rappresentanza. Vuoti, per non mettere in pericolo la vita delle persone.
Arrestata più volte, Maud perderà il lavoro e verrà cacciata di casa dal marito, perdendo anche la custodia del figlio. Ma con una consapevolezza ormai raggiunta, non accetterà compromessi e continuerà una lotta che sarà vinta in Inghilterra soltanto nel 1928, anno in cui le donne ottennero il diritto di voto pari agli uomini.
Molto sentita la prova di Carey Mulligan, nei panni di questo personaggio fittizio che incarna la presa di coscienza e la lunga lotta delle donne. Certo l’attrice (nota per ottimi lungometraggi come “Drive” e “Shame”) è forse troppo bella, anche nei momenti più drammatici del film, per risultare davvero credibile e la scelta di un volto meno delicato sarebbe stata più attinente oltre che coraggiosa. Ad affiancarla ci sono altre attrici inglesi di livello come Helena Bonham Carter e Anne-Marie Duff.
Nonostante sia così marcatamente britannico per la storia, la produzione, le interpreti (a parte Meryl Streep che è statunitense), “Suffragette” si regge su certi canoni abbastanza tipici della retorica di Hollywood. Su una narrazione convenzionale. In molte scene la regia spinge così l'acceleratore su quei meccanismi fatti apposta per indignare e impietosire lo spettatore.
Questo ovviamente non rende meno vere le vicende raccontate. I soprusi subiti hanno caratterizzato la lunga lotta delle suffragette. Certo una visione così manichea come quella proposta del film sembra semplificare un po’ il discorso: da una parte la sventurata protagonista, simbolo delle proletarie che formano la base della lotta di emancipazione femminile, martiri alla quale succede di tutto. Dall’altra la polizia che senza scrupoli prende a manganellate le donne che scendono in piazza, mariti che cacciano le mogli perché si permettono l’atto di ribellione di chiedere il diritto di voto, il datore di lavoro viscido che abusa delle sue giovani operaie.
Al di là di queste osservazioni, il film riesce a coinvolgere lo spettatore, portandolo nel clima di quegli anni anche grazie alla bella confezione (ottime scenografie e costumi) e con un giusto omaggio alle suffragette che al cinema abbiamo spesso identificato troppo banalmente con la signora Banks di Mary Poppins.
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