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Morto il regista Carlo Di Carlo A Bologna tutti i suoi film

ROMA. Ieri mattina alle 8.15 nella sua casa di Roma si è fermato il cuore di Carlo Di Carlo, regista di film e documentari fin dagli anni ’60 e da molti conosciuto come la «voce» di Michelangelo...

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ROMA. Ieri mattina alle 8.15 nella sua casa di Roma si è fermato il cuore di Carlo Di Carlo, regista di film e documentari fin dagli anni ’60 e da molti conosciuto come la «voce» di Michelangelo Antonioni a cui ha regalato un’amicizia di quarant’anni e ben 11 volumi di saggi critici. Bolognese, formatosi come critico e organizzatore culturale, era nato il 18 giugno 1938 per poi esordire nel 1961 con il documentario civile «La menzogna di Marzabotto» dedicato alla strage fascista nell’Appennino emiliano. È stato aiuto regista di Pier Paolo Pasolini, assistente e compagno di strada di Michelangelo Antonioni, autore di documentari e film brevi come il folgorante «Atto senza parole 2» da Samuel Beckett. Nel 1975 il suo «Sistema infallibile» viene invitato alla Biennale di Venezia. L’anno successivo il suo lungometraggio «Per questa notte» viene invitato al Festival di Cannes. In seguito lavora per la Rai firmando, tra l'altro «La repubblica incantata» con Enrico Filippini e le «Storie inquietanti» dai racconti di Stanley Ellin.

Studioso del doppiaggio, ha realizzato le versioni italiane del «Decalogo» di Kieslowski e «Heimat» di Reitz. Di recente aveva firmato per l’Istituto Luce i documentari d'archivio «Il gioco degli specchi» (2011) e «Lo sguardo del Luce» (2014). Nel 1979 aveva fondato la rassegna «Antenna Cinema», per molti anni la più importante vetrina italiana dedicata ai linguaggi tv. La Cineteca di Bologna, che di recente ha acquisito il «Fondo Carlo Di Carlo» con un ricchissimo patrimonio di documenti e testimonianze, proprio l’altro ieri ha inaugurato una «personale» con la maggior parte dei suoi lavori. Uomo buono e generoso, artista appartato e rigoroso, è stato amico e compagno di strada per molti, da Tonino Guerra a Roberto Roversi, da Citto Maselli a Roberto Cicutto. (gio. g.)

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