Gli ultimi giorni di Pasolini nelle foto di Pedriali
Da domani a Sassari una mostra sulla figura del poeta, film, documentari, interviste e le sue canzoni
SASSARI. Si inaugura domani alle 17,30, nella sede della Fondazione di Sardegna a Sassari (in via Carlo Alberto, 7), “PPP Pier Paolo Pasolini – sulle ali della poesia”, una mostra sullo scrittore e regista Pier Paolo Pasolini, uno dei maggiori intellettuali del secondo dopoguerra, ideata nel 2015 in occasione del quarantennale della sua tragica scomparsa (avvenuta il 2 novembre 1975). La mostra – che gode del patrocinio del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo – si articola in tre sezioni attorno alle intense immagini in bianco e nero scattate al maestro nel 1975 del fotografo romano Dino Pedriali. Un’occasione importante che inaugura un progetto di condivisione che dà anche evidenza della volontà della Fondazione di aprirsi sempre più alla collaborazione con gli enti territoriali al fine di promuovere le dinamiche culturali che partecipano alla costruzione del patrimonio identitario della nostra terra. Durante la seconda e terza settimana di ottobre del 1975 un giovanissimo Dino Pedriali realizza un reportage fotografico del grande Pier Paolo Pasolini, all’apice del suo successo, che verrà assassinato di lì a pochi giorni.
La seconda sezione è “Frammenti corsari parole e immagini dalla vita di un poeta.La vita di Pasolini”. La figura del poeta è evocata da materiali fotografici, quotidiani e riviste d’epoca e da filmati originali. La sezione del cinema si dipana, invece, attraverso frammenti dei film, filmati d’epoca con backstage, interviste e documentari meno noti al grande pubblico.
Una sezione a sé è rappresentata dall’esposizione dei manifesti e locandine originali di tutti i film del regista.
Negli anni Sessanta Pasolini, per il quale non esistono confini tra cultura alta e cultura popolare, si cimenta nella produzione di testi per canzoni, alcune delle quali diventano subito popolari. Di questo racconta la sezione “Les chansons de PPP”. Nel 1960 scrive il testo del “Valzer della toppa” su musica di Piero Umiliani e voce di un’incantevole e acerba Laura Betti. Durissima invece la marcetta che prende il titolo “Il soldato di Napoleone” del 1962 cantata da Sergio Endrigo. Nel 1967 scrive, con Domenico Modugno, per l’episodio del film “Capriccio all’italiana”, quella che forse può essere considerata la sua canzone più bella, “Cosa sono le nuvole”.
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