La Nuova Sardegna

rassegna tribù teatrali

Con Bobò Scianél passioni proibite e risate a crepapelle

di Grazia Brundu
Con Bobò Scianél passioni proibite e risate a crepapelle

SASSARI. Sono solo in quattro ma in poco più di un'ora fanno vivere gli abitanti di un intero paese. Nel loro nuovo e divertentissimo spettacolo, "Pasion prohibida. El nino peloso", che ha debuttato...

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SASSARI. Sono solo in quattro ma in poco più di un'ora fanno vivere gli abitanti di un intero paese. Nel loro nuovo e divertentissimo spettacolo, "Pasion prohibida. El nino peloso", che ha debuttato col pienone venerdì e sabato scorsi al Teatro Ferroviario, Laura Calvia, Elisa Casula, Daniele Coni e Roberto Fara (in una parola: BobòScianél) si moltiplicano in più di dieci strampalati personaggi. Tutti con un'origine comune: le telenovelas spagnole e sudamericane. Da "Anche i ricchi piangono" e "Andrea Celeste" fino a "Il segreto": negli ultimi cinquant'anni sono state le più amate dagli italiani.

Pescando a piene mani in questo tesoro kitsch, che a giudicare dall'auditel continua a produrre assuefazione, i BobòScianél hanno trascinato il pubblico in una giostra esilarante e demenziale di ruoli teatrali. Ciascuno dei quali rappresenta, in maniera volutamente grottesca e priva di sfumature, una tendenza eterna dell'animo umano. L'azione si svolge in un "pueblo" nell'Andalusia dell'Ottocento e ruota intorno agli ardori del possidente Julio Fernando Roca, perdutamente dedito alla caccia alla gonnella. E a chiunque la indossi, uomo o donna che sia. Sotto i baffi del fazendero c'è un Roberto Fara divertente nelle sue pose rilassate da macho, che fanno trapelare le sue inconfessabili deviazioni. La prodigalità fisica di Julio Fernando origina una caterva di neonati, scaricati davanti alla porta del "Convento de las putas redentas ma non troppo". Qui detta legge Suor Maria della Neve, l'eminenza grigia (anzi, bianca come l'equivalente chimico del suo nome), interpretato con un mix di Paolo Poli e Jerry Lewis da Daniele Coni, che è anche autore del testo. Coni ha scatenato applausi a scena aperta anche nei panni del "gaio" arredatore Joaquin Noventagrados, così come gli altri attori, ad ogni cambio di ruolo. Tra i più rifiniti, quello della svampita Donna Anabela Gaviota, moglie tradita di Julio Fernando, e l'irresistibile bottegaia pettegola: entrambe interpretate da Laura Calvia con una profusione di tic e gesti caratteristici che li disegnano in maniera precisa e surreale. Da ricordare anche la svolazzante Maria Columba di Elisa Casula, sintesi perfetta della belloccia sprovveduta. Al successo hanno contribuito il pasticcio linguistico fatto di spagnolo, italiano e sassarese; le citazioni anacronistiche dove De André convive coi Righeira e le previsioni meteo; i cambi di scenografia (di Mattia Enna, come i costumi) eseguiti a vista durante siparietti musicali che interrompono la finzione scenica e, in un'occasione, permettono un'incursione degli attori tra il pubblico.

Dopo i BobòScianél la rassegna Tribù Teatrali prosegue il 15 e il 16 aprile con la commedia "Coppia che scoppia" del Teatro Kopò di Roma.

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