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“Bisteccone” Galeazzi, l’arte di raccontare lo sport

di Roberto Muretto
“Bisteccone” Galeazzi, l’arte di raccontare lo sport

“L’inviato non nasce per caso”: quarant’anni al seguito dei grandi campioni Dall’urlo per gli Abbagnale alla vittoria in Coppa Davis e ai Mondiali di calcio

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“L'inviato non nasce per caso" è il principio ispiratore che ha animato tutta la carriera giornalistica di Gian Piero Galeazzi e che dà il titolo al libro (edito da Rai-Eri, 234 pagine, 15,30 euro) che l’ex inviato della Rai ha scritto per celebrare quarant’anni di lavoro. È il personale grido di battaglia di “Bisteccone”, quello che lo ha accompagnato nella lunga carriera iniziata negli anni '70 al Giornale Radio, al seguito dei grandi maestri come Sandro Ciotti, Enrico Ameri e Guglielmo Moretti, e proseguita in tv nel Tg1 di Emilio Rossi e nella redazione sportiva di Tito Stagno, al fianco di Beppe Viola. Sempre con l’obiettivo di portare a casa il "pezzo" ad ogni costo per raccontare il grande sport italiano e internazionale dai Mondiali di calcio ai più importanti incontri di tennis degli Internazionali di Roma e della Coppa Davis, dal grande calcio italiano alle appassionanti imprese del canottaggio azzurro che hanno entusiasmato gli italiani e che la sua voce ha reso indimenticabili. È’ un racconto autobiografico che mostra, attraverso le luci dell'anima, le stagioni più intense della sua vita, un viaggio appassionante che porta un giovane cronista a diventare un inviato di razza sempre pronto ad esaltare i primati dello sport mondiale.

La presentazione del libro è sta l’occasione per parlare degli ultimi anni trascorsi lontano dalla televisione. Tanto che era stata avanzata l’ipotesi di una malattia che lo avrebbe costretto a una lenta ritirata. Come quando nel 2014 si era presentato nella trasmissione della sua amica Mara Venier, tremante, commosso. Dopo quell’intervista le illazioni sulle sue condizioni di salute si sprecarono. Di sicuro ogni volta che torna in tv si emoziona a raccontare la sua vita professionale, con le mitiche telecronache che hanno esaltato le imprese dei fratelli Abbagnale.

«Nella mia vita – dice l’autore – ho attraversato un arcobaleno di colori: il verde del tennis, il bianco abbagliante del calcio, il rosso dell'amore per canoa e canottaggio. Un tricolore di amozioni che ho sempre sventolato in tutte le mie telecronache». Una dichiarazione d’amore per un lavoro che ha svolto con impareggiabile passione, competenza e altrettanta ironia. Prendendosi sul serio ma anche giocando sulle battute e sulle imitazioni che in tanti hanno fatto di un giornalista che ha sempre raccontato lo sport con semplicità, senza usare toni tronfi o cercando paroloni.

Il libro di Galeazzi, che fa rivivere emozioni del lontano passato ma anche degli anni più recenti, contiene una serie di divertenti aneddotti, alcuni mai rivelati dal protagonista.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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