La Nuova Sardegna

In un mondo feroce l’amore danza ancora

di Pasquale Porcu
In un mondo feroce l’amore danza ancora

A Sassari “Romeo e Giulietta” della compagnia Junior del Balletto di Toscana, con la coreografia di Davide Bombana

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SASSARI. La più bella storia d'amore di sempre, quella di Romeo e Giulietta, non finisce di appassionare, di commuovere e fare riflettere dai tempi nei quali fu scritta da Shakespeare. In Sardegna è approdata in questi giorni nella versione coreografata da Davide Bombana e interpretata dai danzatori Junior del Balletto di Toscana. Dopo il debutto sardo a Ozieri lo spettacolo è stato a Nuoro e a Sassari e sarà in scena oggi a Cagliari alle ore 17 all'Auditorium del Conservatorio e domani alle 21 al teatro del Comune di Tempio.

Junior perché i danzatori hanno dai 16 ai poco più di 20 anni, un complesso diretto da Cristina Bozzolini (direttrice artistica a anima del Balletto di Toscana) che nasce nel 2002 come spin off dell'attività didattica dell'omonima scuola.

E giovane e fresco è anche il linguaggio danzato. I ballerini si muovono con grande agilità e superba fluidità e nei movimenti coreografici, talvolta, ricordano i videogiochi e le immagini che contraddistinguono una generazione che si è rapportata più con i computer che col teatro. La musica è quella scritta da Sergej Prokofiev per un balletto andato in scena per la prima volta in forma scenica nel 1938 in Cecoslovacchia. La fortuna di "Romeo e Giulietta" è però legata alla versione del 1940, presentata per la prima volta a Leningrado con la coreografia di Lavrovsky. I costumi, bellissimi, sono di Santi Rinciari. Ma sono le luci di Carlo Cerri che contribuiscono a creare le intense atmosfere dello spettacolo.

Atmosfere dolci e romantiche, ma più spesso di conflitto e di guerra, di violenza e brutalità. "Romeo e Giulietta" è il balletto a cui Davide Bombana (che ha curato anche la drammaturgia) è più legato e, per sua stessa ammissione, che gli sta più a cuore. Soprattutto per la universalità e l'attualità del messaggio. Storie d'amore simili finite tragicamente vengono raccontate continuamente dalle cronache. E che ripropongono, pur con modalità diverse, la tragedia che contrappose le famiglie dei Capuleti e dei Montecchi. Il balletto racconta appunto l'intolleranza, la violenza, le faide tra famiglie o etnie diverse. E ha ragione Bombana quando nelle note di regia scrive che: «La vera tragedia di Romeo e Giulietta rimane la sconfitta dell'amore, al suo stadio più puro, davanti alla cecità ed alla barbarie dell'odio razziale, del conflitto di ideologie e religioni. Il dramma si snoda e si sviluppa sino alla sua catarsi tra giovani, anzi giovanissimi, la cui purezza di passioni e sentimenti mai arriverà ad intorpidirsi a contatto con il lacerante corrosivo bisogno di supremazia e potere del mondo adulto». Il balletto canta la poesia dell'amore tra i due giovani, attraverso sensuali ed eleganti passi a due, ma racconta anche con forza e realismo la ferocia di un mondo in cui non c'è spazio per i sentimenti. Forse è anche per questo che qualcuno tra il pubblico, che non ha gradito sino in fondo la lettura di Bombana, ha abbandonato la platea prima della fine della rappresentazione. Ma i calorosissimi applausi da parte di tutto il teatro ha gratificato con numerose chiamate in scena i quindici bravissimi giovani danzatori dell'ensemble.

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