La Nuova Sardegna

“La fame” vince il Premio Terzani

di Daniela Larocca
“La fame” vince il Premio Terzani

Il reportage di Martin Caparròs: la diseguaglianza uccide I numeri e le storie di chi muore per denutrizione

3 MINUTI DI LETTURA





ROMA. Un viaggio dall’Argentina al Friuli, fino a finire nelle zone più povere del mondo. Le parole di Martin Caparròs, il vincitore del Premio letterario internazionale Tiziano Terzani, hanno raggiunto sia le grandi città che le periferie più estreme, lasciando in ogni luogo un senso scomodo di vulnerabilità. Ed è di questa colpa, singola o collettiva, di cui parla il reportage giornalistico di Caparròs, intitolato “La fame” ed edito da Einaudi (2016). Ieri mattina, 20 aprile, nella sede della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia a Roma, la governatrice Debora Serracchiani, la presidentessa della giuria Angela Terzani (moglie del giornalista morto nel 2004) e il presidente della associazione culturale “vicino/lontano” di Udine hanno proclamato lo scrittore argentino vincitore del premio letterario dedicato a Tiziano Terzani. Assente, Caparròs ha voluto ringraziare la giuria con un videomessaggio: «Sono molto contento di questo premio, non solo per una gioia personale, ma soprattutto perché è l’occasione migliore per parlare di un tema come la fame». Il giornalista sarà presente alla cerimonia di premiazione che si terrà al Teatro nuovo Giovanni da Udine, sabato 7 maggio, in occasione della XII edizione del festival “Vicino/Lontano”.

Nel suo libro “La fame” lo scrittore argentino racconta, con estrema lucidità e con una narrativa tanto precisa da “ferire” quasi il lettore, i numeri e le storie di chi muore per denutrizione. Secondo la Wfp (il Programma alimentare mondiale) le persona che non hanno abbastanza da mangiare sono 795 milioni. Solo un numero, una serie di cifre che possono passare veloci tra i titoli di un giornale. Ed è qui che entra in gioco la crociata contro l’indifferenza condotta da Caparròs che, «come avrebbe fatto lo stesso Tiziano, si è messo in viaggio, è entrato nelle vite delle singole persone, le ha interrogate e ascoltate con la pietas di chi si sente personalmente chiamato in causa, ma anche con la lucidità di un pensiero laico che non fa sconti a nessuno», ha raccontato Angela Terzani. Il libro punta soprattutto a “smascherare e denunciare i meccanismi e gli interessi che stanno dietro a uno scandalo che si vorrebbe far passare come un fenomeno inevitabile: «Ecco perché “La fame” ha vinto questo premio», ha spiegato la moglie del giornalista scomparso nel 2004.

“La fame” non parla solo di denutrizione fisica: attraverso la descrizione della crescenti diseguaglianze del mondo globalizzato, il giornalista tira giù la maschera del benessere e mostra la povertà d’animo di chi vive di indifferenza. Un aspetto che ha colpito molto anche la presidente del Friuli Venezia Giulia: «Questo fil-rouge, non solo letterario, ci ricorda un tema molto importante dell’attualità: la vulnerabilità dei nostri giorni», ha dichiarato Debora Serracchiani. «La vulnerabilità la vediamo negli occhi di chi è ai nostri confini, chi affronta i nostri mari. La Regione continua e continuerà ad appoggiare “Vicino/Lontano” affinché questa riflessione ci permetta di trovare una soluzione, non solo di denuncia», ha concluso la governatrice.

Martin Caparròs è entrato nella cinquina finalista del Premio Terzani 2016 con Jonathan Crary per “24/7: il capitalismo all’assalto del sonno” (Einaudi), Kamel Faoud per “Il caso Mersault” (Bompiani), Alessandro Leogrande per “La frontiera” (Feltrinelli) e infine Lawrence Wright per “La prigione della fede” (Adelphi).

Gli insegnamenti e i testi di Tiziano Terzani sono quanto mai attuali. Lo stesso Martin Caparròs, nel suo videomessaggio, ha detto: «Qualche giorno stavo leggendo questa piccola meraviglia che sono le “Lettere contro la guerra” (libro di Terzani del 2002, ndc). E c’era una frase che sembrava sintetizzare quello che ho voluto fare: “Non cerco di convincere nessuno. Voglio solo fare sentire una voce, un’altra parte di verità, aprire un dibattito perché tutti prendiamo coscienza, perché non si continui a pretendere che non sia successo niente”».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative