La Nuova Sardegna

Scelti i vincitori del Poetry Slam

di Grazia Brundu
Scelti i vincitori del Poetry Slam

Ignazio Chessa e Roberta Cucciari i poeti selezionati per le finali di Genova

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SASSARI. «Avanti o polis, avanti popoli, avanti propoli, non raffreddatevi nei vostri cuor». Al primo giro ha scaldato il pubblico e al secondo l'ha fatto impazzire con una raffica ironica di non-sense, allitterazioni e giochi di parole.

Ignazio Chessa, attore, performer, instancabile promotore di eventi di socializzazione è il nuovo campione sardo di sfide poetiche. A giugno toccherà a lui rappresentare l'isola alla finale nazionale di Poetry Slam, a Genova. I giurati popolari l'hanno premiato, con il Bronzetto d'oro, tra altri diciassette vincitori di precedenti Slam in giro per la Sardegna. La gara si è svolta nel circolo "True Colors" di Sassari, davanti a un pubblico di giovani, adulti, nonni, genitori e perfino un neonato nel passeggino. Tutti galvanizzati, oltre che dai poeti in gara, dai giochi verbali del "maestro di cerimonia" Sergio Garau, campione italiano di Poetry Slam e segretario della Lips, coadiuvato dal notaio Giovanni Salis.

Le regole, quelle consuete dello Slam: tre minuti a testa, testi scritti di proprio pugno, niente musica o oggetti di scena. E, ovviamente, giurati estratti tra il pubblico.

Dal Poetry, infatti, sono banditi critici e professori. Almeno che non lascino a casa la cattedra. E la metrica, perché negli Slam la libertà è sovrana. Sono stati assegnati anche il Bronzetto d'argento, alla sassarese Roberta Cucciari (anche lei andrà alle finali di Genova), e quello di bronzo alla cagliaritana Francesca Falchi. Chi pensa che la poesia abbia i capelli bianchi, non può che cambiare idea di fronte ai giovanissimi Alessia Bardi e Luca Piras, finalisti sardi del primo Campionato Italiano LIPStudenti di Monza. Un premio speciale della critica, infine, è andato a Cristiano Mattei, un originale poeta performer che prima "inganna" il pubblico con un'aria sofferta alla Luigi Tenco e poi lo tramortisce con un'ironia spiazzante e surreale: «Mah, sarà la maledetta nostalgia del presente/non riesco proprio a godere di niente. /Ma domani.../che rimpianti meravigliosi!/Ah non vedo l'ora!».

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