Oggi Gomorra 2 su Sky Saviano all’anteprima
Lo scrittore: «Sbagliato prendersela con chi racconta il male»
ROMA. «Nel momento in cui si spara molto, si parla molto. Poi dipende dal tipo di omicidio: se riguarda un giudice, un prete o un passante». «Spesso si fa questo errore: prendersela con chi racconta il male e non con il male stesso. Lo raccontava già Leopardi nello Zibaldone quando scriveva che gli italiani odiano chi nomina il male, non il male stesso». Così il giornalista e scrittore Roberto Saviano, intervenuto alla proiezione – seguita da una tavola rotonda all'Opera di Roma – alla presenza di tutto il cast della seconda stagione di Gomorra in onda su Sky Atlantic (e su Sky Cinema 1 Hd) da oggi alle 21.10.
Saviano ha anche fatto notare che «si ha pudore di raccontare male il proprio Paese. Noi stiamo insegnando al mondo questi meccanismi, nel raccontare la mappatura di un potere attraverso l'analisi sociale, economica, politica. Non esiste in altri Paesi il reato di mafia nel modo in cui l'ha configurato l'Italia. Il Sud è un tema diventato marginale, anche per responsabilità europee e non solo del governo». A chi gli faceva notare che nonostante le forti immagini di violenza alla fine la serie ha uno scopo di denuncia, ha replicato: «Gomorra racconta e non giudica. Non punta a dare insegnamenti pedagogici. Entra nel meccanismo della lotta di potere. Se nella prima serie avevamo raccontato della cosiddetta “scheda ballerina”, in questa seconda abbiamo mostrato l'assegnazione degli appalti, o come la camorra prenda il potere, come agisca». A chi ha ricordato a Saviano le parole del presidente dell'Autorità anticorruzione Raffaele Cantone che lo ha definito nichilista, lo scrittore ha precisato: «Non mi spaventa essere definito nichilista o malinconico: non lo sono. Puntare una contraddizione non significa patteggiare per quella contraddizione. Nell'epoca del governo Berlusconi l'antimafia e i temi legati alla mafia venivano utilizzati per mettere in crisi la situazione politica – e ha aggiunto–. Quando si parla di mafia si dice che si diffama il Paese: non è tutto perduto, ci sono moltissime risorse. Raccontare è una di queste risorse. Mi spiace molto che si stia tornando a questa sorta di omertà, cioè che non parlarne sia sufficiente per risolvere il problema».
Saviano è atteso al Salone del Libro di Torino, che si inaugura il 12 maggio, con il suo romanzo, che torna in libreria domani con un testo inedito, nei Nuovi Oscar Mondadori. Nell'inedito, Saviano racconta “Gomorra dieci anni dopo”. Il secondo capitolo della serie cult di Sky arriva con un totale di 12 episodi. Ma già si sta scrivendo la terza e la quarta stagione e si sta lavorando ad una serie tratta da “ZeroZeroZero” altro libro di Roberto Saviano. Quattro i registi per il secondo capitolo di Gomorra (Stefano Sollima, che cura anche la supervisione artistica, Claudio Cupellini, Francesca Comencini e Claudio Genovesi). Il momento della resa dei conti è arrivato, la serie riannoda le fila con la prima, e ci porta in un viaggio dove si entra nell'anima di personaggi senza redenzione, senza speranza.
Confermatissimi oltre a Marco D'Amore tutto il cast: Salvatore Esposito, Fortunato Cerlino (Don Pietro) e Marco Palvetti, ma spiccano le new entry Gianluca Di Gennaro, e l'ingresso di due nuove dark lady dopo la morte di donna Imma: Cristiana Dell'Anna (Patrizia Santoro) e Cristina Donadio (Scianel). La serie, venduta in oltre 130 paesi – con la lista in costante crescita – è attesa ad agosto negli Usa su Sundance TV.
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