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Sotheby’s, la prima asta è un flop

Sotheby’s, la prima asta è un flop

Gli impressionisti e l’arte moderna non tirano più: invendute 21 opere su 62

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LONDRA. Flop da Sotheby's per la prima vendita di primavera di impressionisti e arte moderna: 62 opere erano in vendita e 21 non hanno trovato un compratore per un totale di incassi di 144 milioni di dollari, ben sotto la stima più bassa di 164 milioni di dollari.

Il mercato dell'arte si è raffreddato, un fenomeno a cui aveva alluso Christiès con la mini-asta, peraltro andata assai bene, di artisti contemporanei intitolata “Bound to Fail”, “destinata a fallire”. L'anno scorso la stessa Sotheby's in una vendita equivalente di 64 opere d'arte aveva raccolto 368 milioni di dollari grazie a un mercato più aggressivo e in ascesa, alla presenza di importanti collezionisti asiatici e a prezzi minimi garantiti dalle stesse case d'asta. Quest'anno, spariti molti compratori venuti dall'Asia e con un pool di offerte relativamente più a buon mercato (tra 1 e 20 milioni di dollari), il risultato è stato deludente. «Non c'erano trofei», ha commentato con il New York Times Heinrich zu Hohenlohe, direttore di Dinckinson a Berlino facendo notare l'assenza da catalogo di opere di Vincent Van Gogh o Paul Gauguin che solo grazie al nome «sono capaci di far salire l'eccitazione in sala». Come hanno notato molti partecipanti alla veduta, l'offerta era di «serie B» in un segmento di mercato, Impressionisti e moderni, che difficilmente batte quanto a ricavi l'arte contemporanea a differenza di quanto avveniva negli anni Ottanta del '900, l'epoca del boom. Il flop della vendita aggiunge ulteriori difficoltà per il board di Sotheby's.

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