Il bilancio degli editori sardi al Salone
Simonetta Castia: «Confermati i dati di vendita e l’attenzione del pubblico»
TORINO. Il Salone del libro s’è chiuso lunedì al Lingotto. Gli editori sardi riportano a casa un risultato positivo, che conferma, se ce ne fosse ancora bisogno, l’ interesse del pubblico nei confronti del libro e dell’editoria sarda: rispetto all’anno scorso sono confermati i dati di vendita e, nonostante la contrazione del mercato, la Sardegna tiene il passo. «Il bilancio – dice Simonetta Castia, presidente dell’Associazione editori sardi – è più che positivo e tiene il passo in uno scenario caratterizzato dalla crisi del mercato editoriale, cresce in maniera esponenziale l’interesse del pubblico verso il mondo del libro sardo e dell'editoria. Ancora una volta l'immagine visionaria della nostra isola emerge arricchita dalla rilettura, moderna ma fedele, della nostra identità».
Domenica 15, la giornata è stata aperta dalla presentazione di “Nuddadifà”, un avvincente giallo, edito da Arkadia, ambientato a Sassari e reso con stile originale e linguaggio scoppiettante. L’autore, Nello Rubattu, ha dialogato con Antonio Meloni. Il programma è proseguito con la presentazione di “Giusepe Biasi e la sua terra”, un progetto di residenza artistica curato dall’associazione concertistica “Jana project” in collaborazione con l’editore Ilisso.
In attesa della pubblicazione dell’edizione nazionale dell’opera deleddiana (a dicembre usciranno le prime due e le ultime due opere del Nobel nuorese), Duilio Caocci, Marcello Fois, Aldo Maria Morace e Michele Russo hanno illustrato, sempre domenica, i dettagli di un’importante operazione che sarà realizzata con massiccio impiego della digitalizzazione, per un progetto – hanno spiegato i relatori – che potrebbe fare da apripista per altre iniziative editoriali analoghe.
Il doppio anniversario deleddiano coincide, infatti, con l'istituzione, al ministero dei Beni Culturali, dell’edizione nazionale dell’Opera omnia di Grazia Deledda, avvenuta il 6 ottobre scorso con la nomina di una commissione nazionale di cui fanno parte prestigiose figure di italianisti, da Amedeo Quondam a Rino Caputo, da Anna Dolfi a Romano Luperini e a Clelia Martignoni, nonché docenti dell'università di Sassari (Aldo Maria Morace, Marco Manotta) e dell'università di Cagliari (Duilio Caocci, Roberto Puggioni).
L'ultimo appuntamento in cartellone è stato “Un'isola da bere. Percorsi letterari nella Sardegna del vino, dei liquori, del caffè”, curato da Cuec Editrice, con i coautori Vincenzo Soddu, Gianni Stocchino e il coordinamento di Germano Orrù.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
