«Portiamo il Monferrato nell’Isola del vento»
Gli Yo Yo Mundi domani in Piazza d’Italia a Sassari per “Trimpanu”: folk, impegno sociale e poesia
SASSARI. Gli Yo Yo Mundi stanno arrivando nell'Isola del Vento (la Sardegna: la chiamano così da quando, negli anni Novanta, le dedicarono la canzone “In bilico”) per presentare il loro nuovo album, “Evidenti tracce di felicità”. È uscito a marzo e adesso lo fanno ascoltare anche a Sassari, in piazza d'Italia (domani alle 21) per l'undicesima edizione del festival di musica etnica “Trimpanu”. Nelle dodici canzoni del disco, in mezzo a violini, ghironde, fisarmoniche che suonano ariosi, ci sono parole strane per questi tempi: poesia, gentilezza, mosto, malva, bambini, futuro. E la felicità del titolo. Parole intime e spiazzanti, rispetto al filone più “impegnato” del gruppo piemontese: quello di album come “Resistenza” o “Sciopero”. Tanto che ci si chiede se si tratti solo di suggestioni letterarie, magari influenzate da Giovanni Rapetti, monferrino come loro, i cui versi risuonano nella bellissima “Di rose, di fiume, di confine” che chiude l'album.
Paolo Archetti Maestri, la voce del gruppo, è pronto a raccontare, al telefono, mentre cammina nel bosco. «Non vogliamo fare l'elogio delle piccole cose- spiega- ma richiamare l'attenzione sul fatto che ci siamo abituati ad essere disincantati mentre, invece, la bellezza e l'incanto esistono davvero. Non si tratta di negare la realtà, che volentieri ti graffia, ma di riprendersi la vita sganciandosi da una logica, che ci viene imposta, di velocità, di produttività, di competitività che invece di produrre ricchezza ruba il lavoro e il sorriso alle persone». Questo sentimento di meraviglia che pervade il disco è espresso bene soprattutto in “La luce del mondo quando si risveglia”, dove si fa sentire con grande forza evocativa il violino di Chiara Giacobbe (da qualche anno «un nuovo membro degli Yo Yo»). Il vero protagonista del disco è, probabilmente, il Monferrato, con i suoi paesaggi e le sue leggende raccontati da brani come “Ciapapuve” e “Reinna”. Ma si tratta di un Monferrato aperto alla contemporaneità. Locale e globale, come in “Ai ssuma turna” (Siamo tornati) e “Annusiamo le parole”, ispirate dall'incontro degli Yo Yo Mundi con Carlin Petrini di Slow Food e gli studenti della Facoltà di Scienze Gastronomiche di Pollenzo.
«Siamo andati con loro a “cantare le uova” – racconta Archetti Maestri – una tradizione pasquale del Monferrato che consiste nel girare per le cascine a raccogliere cibo e fare musica. È stato un momento molto bello di recupero di una tradizione, diffusa ad altre popolazioni, perché gli studenti arrivano da tutto il mondo». La voglia di aprire i confini del gruppo ha sempre contraddistinto gli Yo Yo Mundi, anche nel nuovo disco al quale hanno collaborato musicisti conosciuti, tra gli altri Paolo Bonfanti e Gianni Maroccolo. A Sassari, però, ci saranno solo i componenti originari della band, sempre insieme dal lontano 1989: oltre a Paolo Enrico Archetti Maestri, Andrea Cavalieri al basso elettrico e al contrabbasso; Eugenio Merico alla batteria; Fabio Martino alla fisarmonica e alle tastiere. «Ma con noi sul palco salirà anche -specifica Archetti Maestri- Claudia Crabuzza dei Chichimeca (al suo primo disco da solista,”Com un soldat”, ndc), che ci piace molto, così come altri artisti sardi: Carlo Doneddu, Elena Ledda, i Nasodoble, Mauro Palmas e lo stesso Gianluca Dessì che, oltre ad organizzare Trimpanu, è anche un musicista davvero straordinario».
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