La Nuova Sardegna

Le lettere di un amore di Grazia Deledda vanno all'asta per 30mila euro

di Paolo Curreli
Grazia Deledda in un ritratto dei primi del Novecento
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Grazia Deledda in un ritratto dei primi del Novecento

L’intenso rapporto tra la scrittrice 22enne e il rivoluzionario Giovanni De Nava. Dalle missive il libro “La quercia e la rosa” della nipote del socialista calabrese

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SASSARI. Ritornano all’asta – il 16 giugno – da Bolaffi le lettere che Grazia Deledda scrisse al poeta socialista, scrittore e giornalista calabrese, Giovanni De Nava. 27 lettere che sono al centro del romanzo-saggio “La quercia e la rosa”, edito da “Il Maestrale” nel 2015 e scritto da Ludovica de Nava, la nipote di Giovanni.

Nel volume viene esplorato l’intenso rapporto tra la scrittrice 22enne e il giovane rivoluzionario socialista. Attraverso la corrispondenza Ludovica De Nava racconta la storia d’amore epistolare che nasce tra i due ricostruendo le lettere di De Nava – nello stile dell’epoca – che sono andate perdute. «Come dice il sottotilo del mio romanzo fu una “storia importante” – spiega la De Nava– . Non perché sfociò in un rapporto fisico o in un matrimonio, ma perché fu fondamentale nella crescita dei due giovani. Grazia era all’epoca una ragazza che aveva scritto solo novelle leggere per un pubblico per lo più femminile. Lo scambio di idee ed esperienze fu la molla che la portò a sprovincializzare la sua visione del mondo».

Due ragazzi del sud che si affacciano al mondo, con idee nuove e la voglia di cambiare il mondo. «Mio nonno Giovanni era un giornalista, fondò diversi testate tra cui “Il giornale di Calabria” che non aveva ancora vent’anni – racconta la De Nava–. Nel periodo più caldo di scontro sociale, quello della Grande Guerra, diresse il giornale socialista di satira “L’Asino”, fondato da Guido Podrecca e con le geniali vignette di Gabriele Galantara». Il periodo della corrispondenza va dal 1894 al 1898, in una cornice storica epocale: il terremoto devastante in Calabria, i Fasci Siciliani e la repressione del governo Crispi, la nascita del Partito Socialista in Italia.

«Le idee di Giovanni spingono Grazia, che si dichiara socialista, ad approfondire l’aspetto sociale nei suoi romanzi – continua Ludovica De Nava–. È di quell’epoca, infatti, “La via del male” pubblicato nel 1896, primo romanzo impegnato, più profondo e sociale dei precedenti lavori». La relazione ha, naturalmente, effetto anche sulla personalità del rivoluzionario. «Certo – conferma la De Nava–. Giovanni capisce che la donna con cui condividere la vita deve essere una persona intelligente, un intellettuale. Esattamente il rapporto che esisteva tra Turati e la Kuliscioff».

Cristiano Collari della casa d’aste Bolaffi: «Sono documenti unici, di altissimo livello che riguardano una personalità affermata della cultura mondiale. Una storia d’amore struggente e poetica scritta da una donna moderna ed emancipata. Un’artista che ha passato la prova del tempo, la cui produzione ha un posto importante, confermato dal Nobel, nella storia della letteratura internazionale. Spero che le istituzioni pubbliche – conclude Collari– si impegnino, come accadeva in passato, perché questo patrimonio ritorni a casa».

La prima asta in cui furono proposte le lettere non fu molto fortunata – forse passò in sordina durante periodo natalizio– , il 16 giugno Bolaffi le proporrà in trattativa privata per 30mila euro. Cifra del tutto abbordabile per un’istituzione pubblica sarda, visto che il carteggio tra la Deledda e Stanis Manca – 22 lettere– fu battuto da Christie’s per una cifra molto più alta.

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