La Nuova Sardegna

Su una spiaggia solitaria con i Nasodoble

di Grazia Brundu
Su una spiaggia solitaria con i Nasodoble

È uscito ieri il video della cover della celebre canzone di Franco Battiato dal nuovo album della band sassarese

3 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. In inverno hanno vinto il premio “Musica contro le mafie” con il tormentone surreal-politico “Cazz boh”. Adesso che sta arrivando l’estate i Nasodoble se ne vengono fuori con un’altra hit a loro modo da spiaggia. E con uno splendido video firmato da Bonifacio Angius, uno dei registi più originali degli ultimi anni. La canzone è una cover personalissima e audace di uno dei pezzi più belli di Franco Battiato, “Summer on a solitary beach”. Fa parte del terzo e più recente disco di Alessandro Carta, Peppino Anfossi, Simone Sassu, Andrea Fanciulli, Alessandro Zolo e Carlo Sezzi: “Semicerchi”, pubblicato da Tronos Digital. Il video è uscito ieri in esclusiva sul sito sentireascoltare.com, e tra non molto approderà anche in Rai. Una fascinazione di suoni e immagini che non si vorrebbe mai smettere di vedere e ascoltare. Alessandro Carta, cantante e autore dei testi per i Nasodoble, ripercorre questa esperienza.

Come vi siete approcciati, musicalmente, alla cover?

«Con lo stesso spirito di sperimentazione del brano originale e di tutto il disco “La voce del padrone”: un album fondamentale per la musica degli anni Ottanta. Abbiamo cambiato la struttura armonica nella prima parte della canzone, però senza eliminare quelle prime sperimentazioni elettroniche di Battiato, anzi forse rendendole più ossessive. Abbiamo reso il brano più tribale, un po’ più dei giorni nostri, l’abbiamo adattato alle nostre corde. Forse adesso è po’ più intimistico, però abbiamo cercato di mantenere la sua luce».

A proposito di luce, nel video ce n’è una decisamente invernale sul fatiscente lido “Iride” di Platamona che prende il posto del Grand Hotel “Sea-gull magique” di Battiato…

«Volevamo uscire con un videoclip per l’estate ma, con il nostro solito codice ribaltato e una buona dose di sarcasmo, ne abbiamo fatto uno su un’estate irreale, sospesa, forse semplicemente neanche nata».

Cosa vi ha affascinato di quel posto?

«Il fatto che un tempo sia stato vissuto, sia stato giovane, splendido, pieno di sogni e di amori. Entrare lì dentro è stato un po’ come dare una carezza a un anziano invecchiato davanti al mare, corroso dalla sua salinità, e che tuttavia continua a specchiarvisi. Ci siamo lasciati guidare da Bonifacio Angius, che ha raccontato quell’atmosfera con un codice essenziale, delicato, poetico ma anche in qualche modo apocalittico».

E’cambiato nel tempo il vostro rapporto con la forma espressiva rappresentata dai videoclip?

«Ci siamo concentrati per molto tempo più sui contenuti musicali che sui video, però con “Semicerchi” siamo già al terzo clip. Oltre alla cover di Battiato e a “Cazz boh”, c’è anche “Una cosa a fragole”, realizzato con gli Eventi Verticali, e ci piace molto perché restituisce l’oniricità del brano che parla di una bambina che ha paura del buio ma poi alza lo sguardo e vede uno spettacolo notturno surreale con sei dormiglioni che ballano su una trave».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative