“Sulla terra leggeri” a Sassari Parole all’ombra di una quercia
Anteprima del festival al Museo Sanna, esperimento riuscito di Flavio Soriga Le storie di Manlio Brigaglia, la musica di Arrogalla e gli incontri con gli scrittori
SASSARI. Una quercia cresciuta all’ombra della storia. O meglio, al fianco della storia custodita fra le mura del museo Sanna di Sassari. Quella quercia, venerdì scorso, ha fatto da scenario all’anteprima del festival della letteratura della Sardegna “Sulla Terra Leggeri. Scrittori da palco al museo” è il riuscito esperimento di Flavio Soriga e Gianni Tetti, scrittori di Sardegna che in collaborazione con Camera a Sud e il supporto delle Ragazze Terribili, hanno messo in atto una vera occupazione letteraria, fra storia e storie ispirate o collegate al museo nazionale archeologico e etnografico “Giovanni Antonio Sanna”. Una piccola grande folla ha preso posto fronte palco nel cortile alla sinistra dell’edificio. Le sedie non bastano, ma la gente resta mentre i suoni di Francesco Medda “Arrogalla” avvolgono lo spazio e vestono ogni racconto.
Si comincia con la chiacchierata fra il romanziere e autore tv Flavio Soriga – direttore assieme alla sorella Paola e Geppi Cucciari del festival Sulla Terra Leggeri – e il professor Manlio Brigaglia, uomo di cultura, di storia e di storie. Lo scrittore campidanese e il professore gallurese, come ci tiene a sottolineare l’accademico, duettano surfando con maestria sulle onde dei secoli. Si ride, tanto, e si scava a fondo nella terra di Sardegna: dall’importanza dell’istituzione museale, alle origini della bandiera dei quattro mori, alla figura stessa del personaggio cui è intitolato il museo sassarese: “Ga Sanna”, letto proprio come è scritto e come spesso, mal sintetizzando, gli studenti sono soliti citarlo.
La folla ride, applaude, non fugge né sfugge alla “morsa” storico-letteraria cui è sottoposto. Le parole volano leggere, catturano l’attenzione dal primo all’ultimo racconto. Gianni Tetti, due romanzi all’attivo (“I cani là fuori” e “Mette Pioggia”), uno in uscita e varie fortunate incursioni nel mondo del cinema, è il playmaker della serata: presenta gli scrittori e scriventi da palco e lascia loro la scena al momento della lettura. Una ciurma di appassionati di lettura e letteratura, giornalisti, autori, blogger, sceneggiatori, ex amministratori, artisti: mattoncini di un tetris che alla fine combaciano alla perfezione.
La cantante algherese Claudia Crabuzza propone il suggestivo ritratto di un amico scomparso, “Abramo”. Lalla Careddu regala un’altra delle sue chicche narrative riavvolgendo il nastro e tratteggiando i contorni de “L’ultima maestra monarchica”. C’è spazio per il racconto di John McSun “Ho conosciuto un gigante”, che partendo da Mont’e Prama arriva sino allo scudetto della Dinamo, e per il “Tragico problema idraulico nuragico” dello sceneggiatore e autore di fumetti (Dylan Dog e Topolino) Bruno Enna. La milanese e sassarese d’adozione Cristiana Grassi si esibisce in “La storia è importante, ma non sottovaluterei la geografia”, mentre l’antropologo e cantante del gruppo Ratapignata, Emanuele Pittoni, legge il divertentissimo “Foederis Arca”. Eugenio Cossu, istrionico ex sindaco di Porto Torres, si cimenta in “Parole Proibite” e scatena ilarità ed entusiasmo che si trasformano in tifo da stadio con la performance di Elio Satta, classe 1982, laureato, addetto alla sbarra all’ospedale Civile o al Marino di Alghero. La serata la chiude lui con “La vera origine di Sassari” e la teoria della “fozza”. Poi la musica. E, probabile, un arrivederci.
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