La Nuova Sardegna

«Omofobia, una questione di gender»

La battaglia per i diritti Lgbt: oggi a Sassari un incontro organizzato dal Movimento omosessuale sardo e da Noi Donne

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SASSARI. "Omofobia e sessismo, una questione di gender": è questo il tema dell'incontro che si terrà oggi alle 17 nella sala Angioy del Palazzo della Provincia, organizzato dal Mos (Movimento omosessuale sardo) a da NoiDonne 2005. Alla discussione parteciperanno Francesco Pivetta, docente di Filosofia e direttore della rivista di psicoanalisi "Varchi", Patrizia Patrizi, docente di Psicologia giuridica all'Università di Sassari, Silvia De Simone, Famiglie Arcobaleno Cagliari, e Federico Zappino, studioso di filosofia politica e di teorie femministe e queer. Modererà la giornalista Maria Francesca Chiappe.

L'incontro fa parte delle attività del percorso di "Diritti al cuore 2016", la manifestazione contro omofobia, razzismo e sessismo. "Un appuntamento annuale - dicono gli organizzatori dell'incontro di oggi - per rivendicare, con orgoglio, i diritti e la piena cittadinanza di tutte e tutti. "Negli ultimi anni - aggiungono Mos e Noi Donne 2015 - l'opposizione al riconoscimento dei diritti delle persone gay, lesbiche e trans, ha visto la nascita di decine di nuove sigle che, insieme a quelle storiche, hanno creato un fronte comune e dato vita ad una campagna antigay piuttosto aggressiva. Sentinelle in piedi, No gender, Manif pour tous e decine di altre sigle, espressione di quel fondamentalismo politico e religioso dichiaratamente contrario all'affermazione dei diritti delle persone gay, lesbiche e transgender e allarmato dalla possibilità che l'omofobia e la discriminazione diventino comportamenti sanzionabili. Una campagna bigotta e reazionaria che fa leva sull'ignoranza della popolazione, che spaccia stereotipi e pregiudizi per verità scientifiche e crea, ad arte, confusione e paura di un ipotetico futuro apocalittico. In questa confusione gli studi di genere, ovvero quegli studi che si occupano della distinzione tra il sesso biologico e gli aspetti psicologici e culturali legati al genere, diventano una non precisata "ideologia gender" portata avanti dalla "lobby omosessuale" per negare le differenze (anche biologiche) tra maschi e femmine, distruggere i generi e la "famiglia naturale", promuovere uno "stile di vita omosessualista" e sviluppare una sorta di "eterofobia"".

"Ma esiste realmente - si chiedono Mos e NoiDonne 2015 - una "ideologia gender"? Può l'omofobia essere considerata una semplice opinione e non piuttosto un crimine di odio al pari del sessismo e del razzismo? Come superare il sessismo e l'omofobia senza una adeguata educazione al rispetto ed alla diversità? Qual è il vero scopo dei movimenti antigender, oltre quello elettorale?" A queste domande proverà a rispondere l'incontro di oggi.

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