La Nuova Sardegna

Sassari e il Palazzo Ducale, la storia del Municipio ricostruita in un volume

di Paolo Curreli
La costruzione del balcone a Palazzo Ducale
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La costruzione del balcone a Palazzo Ducale

Paolo Cau ripercorre un’epoca fondamentale per l’istituzione cittadina. Il Comune dal 1848 al 1914, l’ingresso nella modernità e il ricordo del passato

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SASSARI. L’età del cambiamento di una città raccontata dal suo Municipio. Vicende interne, avvicendamenti di uomini e potere, scartoffie e delibere, clientelismo e lotte sindacali, casi classici nel mondo di un’amministrazione cittadina ma con un amplissimo sguardo fuori dalle finestre del Comune per descrivere Sassari che passa dalla città murata (che pochi cambiamenti aveva vissuto) al capoluogo che si tuffa in una problematica e inedita modernità. “Palazzo Ducale. Politica, burocrazia e lavoro al Comune di Sassari in età liberale” è un volume di 279 pagine edito dal Comune di Sassari e scritto da Paolo Cau, storico e direttore dell’Archivio del Comune cittadino.

«La storia delle amministrazioni da metà dell’Ottocento ai primi del Novecento ha suscitato poco interesse negli studiosi – spiega Paolo Cau –. Si tratta invece di un periodo fondamentale per la città e per l’intera isola». Ma il lavoro di Cau – per altro ricchissimo di documenti e con un apparato fotografico inedito e interessante – è molto di più di un inventario archivistico o la storia burocratica di un Ente.

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La folla di personaggi che si succedono nelle sale dell’antico Palazzo Ducale è viva e affascinante. Protagonisti in carne e ossa di un mondo che se si volta indietro vede il castello aragonese e le pratiche notarili in castigliano e se guarda avanti può ambire alla promessa di modernità che la “fusione perfetta” col regno sabaudo garantirebbe. Un arco temporale (dal 1848 al 1914) fondamentale anche per la storia dell’intero Paese. A Sassari non si passa solamente dall’antico Comune del Palazzo Civico al Palazzo Ducale, dal potere di casta dell’aristocrazia a quello elettivo, è anche l’avvento del lavoro femminile, con le levatrici, le maestre e la “didotta” che si occupa dei bambini abbandonati. Arriva la prima macchina per scrivere e l’antenata della fotocopiatrice. Viene istituito il corpo delle guardie e dei pompieri.

«Mi sono concentrato soprattutto sul recupero del sistema di funzionamento della macchina amministrativa – puntualizza lo storico–. Ma anche della nascita di quell’insieme di infrastrutture e servizi di cui Sassari si è dotata in quegli anni, come l’illuminazione pubblica e l’acquedotto: un ingresso nella modernità dettato anche dall’organizzazione della città volta al miglioramento degli standard di vita. Sassari usciva dalla tragedia del colera del 1855 e doveva per forza cambiare. La storia dell’organizzazione sanitaria: con i medici dei poveri, l’ufficiale sanitario e la condotta medica di Stintino, nella loro semplicità, rappresentano a loro modo, un balzo nella modernità».

Paolo Cau nel suo studio incontra altri suoi “colleghi”, dipendenti comunali che sono state figure importanti nella storia cittadina. I nomi sul libro paga del Comune sono gli stessi che scandiscono le vicende della città. Da Satta Branca, sindaco paterfamilias e fondatore della Nuova Sardegna ai Berlinguer (per citarne due). Ma si incontrano anche figure notevoli di cui si è persa la memoria, come l’impiegato Lucio Sechi, socialista e ribelle. La prima maestra elementare Speranza Succu. Ma tra i tavoli e le carte dell’archivio ritroviamo Enrico Costa «vero genius loci e memoria storica sassarese» dice Cau, narratore della storia patria e impiegato proprio dell’Archivio comunale. Il poeta Pompeo Calvia, anch’egli “travet” comunale all’Archivio, i cui componimenti trovano uno spazio di tutto rispetto all’interno del volume: descrizione poetica e precisa del cittadino-impiegato, tra la paga che non basta e il sogno di libertà al sole sotto gli ulivi.

Perché i sassaresi, e il loro Comune, entravano a grandi passi nell’era moderna ma senza perdere quello spirito ironico e poetico che è il tratto essenziale del loro essere.

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