Tempi, luoghi, tecniche e vittime: i rituali della violenza

Il saggio “Gli attentati in Sardegna. Scena e retroscena della violenza” (Cuec), curato da Antonietta Mazzette e da Daniele Pulino, arriva in libreria domani. «L’attentato – sostengono i due...

Il saggio “Gli attentati in Sardegna. Scena e retroscena della violenza” (Cuec), curato da Antonietta Mazzette e da Daniele Pulino, arriva in libreria domani. «L’attentato – sostengono i due ricercatori – è manifestamente violento e la violenza esercitata può diventare una risorsa potenziale, incutendo paura, danneggiando beni, limitando la stessa libertà personale della vittima. Ma ogni attentato viene fatto seguendo uno specifico codice nei tempi, nei luoghi e nelle tecniche utilizzate». Sotto questo aspetto il libro offre tassonomie che, per un verso, potrebbero aiutare a ricostruire l’identikit dell’autore attraverso il codice di violenza adottato, per un altro verso, potrebbero gettar luce sull’ambiente in cui opera. Individuare il carattere sociale dell’attentatore e capire di che cosa è fatta una comunità, attraverso un insieme di indicatori, se posti in relazione tra loro, appare una strada da percorrere per contrastare questo grave fatto criminale. Il volume è articolato in cinque capitoli i cui contenuti sono: gli approcci categoriali, ossia un metodo di lettura; le tre fasi dal 1983 ad oggi; i rituali della violenza classificati in dichiarata, apparentemente tradizionale, routinaria e figurativa; gli spazi, i luoghi e i tempi degli attentati; le vittime, compresi gli amministratori. A questi si aggiunge un’appendice con l’aggiornamento dal 1° gennaio al 15 maggio 2016 (data di chiusura del volume).

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