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“Human”, diritti umani e migrazioni

“Human”, diritti umani e migrazioni

Presentato ieri lo spettacolo con Marco Baliani e Lella Costa che andrà in scena al Festival dei Tacchi

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CAGLIARI. Marco Baliani e Lella Costa hanno presentato ieri al Teatro Massimo di Cagliari lo spettacolo “Human”, dedicato al tema urgente delle migrazioni, che debutterà al Ravenna Festival a luglio e sarà in tournée sui palcoscenici italiani nella stagione 2016/17. Un progetto pensato non solo per raccontare la disperazione di chi arriva, ma soprattutto per entrare nelle nostre contraddizioni, mostrare il nostro smarrimento verso i perseguitati e i fondamentalismi che abbiamo davanti. L’organizzazione è stata di Lìberos in collaborazione con Sardegna Teatro, all'interno di “NOIS - la Sardegna che accoglie”, un'intera giornata di dibattiti e incontri, programmata ieri in occasione della Giornata mondiale del rifugiato.

L’incontro con Marco Baliani e Lella Costa è stato l'anteprima del convegno “La cultura degli altri. La cultura come ponte fra i popoli e antidoto al razzismo”, in programma a Cagliari a novembre, in conclusione della quarta edizione del festival Éntula. “Human” vede in scena, oltre Marco Baliani e Lella Costa, David Marzi, Noemi Medas, Elisa Pistis, Luigi Pusceddu. Le scene e i costumi sono di Antonio Marras, musiche originali di Paolo Fresu con Gianluca Petrella. la regia è di Baliani. In Sardegna lo spettacolo andrà in scena sabato 6 agosto nella Stazione dell’arte di Ulassai nell’ambito del Festival dei Tacchi:

«Il titolo – hanno spiegato Baliani e Lella Costa – ovvero la parola Human sbarrata da una linea nera che l’attraversa, sta a significare la presenza dell’umano e al tempo stesso la sua possibile negazione.Umano è il corpo nella sua integrità fisica e psichica, nella sua individualità. Quando questa integrità viene soppressa, o annullata con la violenza, si precipita nel disumano. Umani sono i sentimenti, le emozioni, le idee, le relazioni, i diritti. Li abbiamo sognati eterni e universali: dobbiamo prendere atto – con dolore, con smarrimento – che non lo sono. La storia del nostro novecento e ancora le vicende di questo primo millennio ci dicono che le intolleranze e le persecuzioni, individuali o di massa, nei confronti degli inermi e degli innocenti, continuano a perpetrarsi senza sosta. Utilizziamo le forme teatrali per indagare quanto sta accadendo in questi ultimi anni, sotto i nostri occhi, nella nostra Europa».

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