Le canzoni di Mike Francis e la bellezza degli occhi chiusi
di MASSIMO ONOFRI Ve la ricordate “Survivor”? Un brano che fece sfracelli nel 1984. Un uomo che non ha avuto fortuna, Mike Francis: nonostante il grandissimo successo. Gli intellettuali della...
di MASSIMO ONOFRI
Ve la ricordate “Survivor”? Un brano che fece sfracelli nel 1984. Un uomo che non ha avuto fortuna, Mike Francis: nonostante il grandissimo successo. Gli intellettuali della domenica, quelli dal palato buono, ridacchiavano del suo inglese e della sua musica light e accondiscendente, e magari gli preferivano il cantautorame italiano, pseudopoetico e profondista, meglio se di sinistra. Poi - era nato nel 1961- un tumore polmonare l’ha schiantato a quarantotto anni.
Chi l’ha conosciuto da vicino, lo descrive come un uomo generoso e riservato, dotato di grande senso di humor. A me piacque, nel 1991, il suo primo album nella nostra lingua, “Mike Francis in italiano”, scritto con Mogol. Che includeva canzoni frivole e lievi, come “Sigarette”, ma anche altre davvero misteriose, come “Bellissimi occhi chiusi”, di delicata e surreale poesia.
Che voleva dire, Mike Francis, celebrando la bellezza degli occhi chiusi? Parlava degli occhi o della bellezza di palpebre, ciglia e sopracciglia, del loro soave concorso? Che, però, e si sa, non sono l'occhio. Eppure, ogni volta che la sento, quella canzone, mi raggiunge lancinante l’immagine lontana d'una Lei così amata, dentro il binocolo rovesciato del tempo, che mi dorme serena sul petto, come non poteva quasi mai. Ecco, sì: bellissimi occhi chiusi.
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