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Tutto il jazz italiano suona per L’Aquila

Tutto il jazz italiano suona per L’Aquila

Franceschini e Fresu presentano l’iniziativa di solidarietà al via da settembre

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ROMA. Il jazz italiano torna all’Aquila, per accompagnare la ricostruzione della città ferita dal sisma del 2009 e per fotografare un genere musicale che in Italia costituisce un vero e proprio fenomeno. Un anno fa, il trombettista Paolo Fresu ha raccolto la sfida del ministro della Cultura Dario Franceschini e ha portato nel capoluogo abruzzese centinaia di musicisti che si sono esibiti a titolo gratuito davanti a un pubblico di 60 mila spettatori. Dal 2 al 4 settembre è in programma la seconda tappa dell’iniziativa con un programma di cento concerti di seicento artisti e più di cento band in venti diverse postazioni della città, tra piazze, strade e cortili dei palazzi recentemente portati a nuova vita. Sette di queste location, tra cui la Villa Comunale, Palazzo Cappa, Palazzo Lucentini Bonanni e Palazzo Lely, sono state ricostruite.

«Abiteremo il centro storico per tre giorni attraverso la musica», dice Fresu, precisando che l’iniziativa non vuole essere un festival e non durerà più di tre anni: «Il senso preciso è manifestare solidarietà alla città – sottolinea – accompagnando la ricostruzione della città fino al 2017 e fotografando il jazz italiano».

Gli artisti che quest’anno si esibiranno all’Aquila saranno diversi da quelli dell’edizione 2015: obiettivo mostrare all’Italia il jazz italiano, «una realtà viva, vegeta, della quale ricchezza si sa poco». La manifestazione ha dunque molteplici prospettive. È importante per permettere all’Aquila di tornare ad essere una città normale, come sottolinea il ministro Franceschini, e lo è altrettanto per rappresentare lo «straordinario e fertile» mondo del jazz italiano, «per dimostrare, nell'arco di tre anni, che in Italia ci sono circa duemila musicisti professionisti straordinari che girano per il mondo», fa notare Fresu. Non a caso, per il musicista «la storia del jazz italiano si può dividere oggi in due, tra il prima L’Aquila e il dopo L’Aquila».

Due giornate «preliminari», il 2 il 3 settembre, con un concerto swing in piazza, aperto dalla banda di Paganica, e incontri sul rapporto tra jazz, turismo e sostenibilità, sul ruolo dei linguaggi dell’arte nella ricostruzione sociale della vita dei cittadini e sul presente e sul futuro del jazz italiano. Cuore della manifestazione sarà la maratona musicale del 4 settembre, che testimonierà il percorso di crescita della città. «Quest’anno vogliamo raddoppiare il pubblico», annuncia il sindaco Massimo Cialente, ricordando che la tre giorni coincide con le manifestazioni per ricordare la Perdonanza plenaria perpetua di Celestino V e con un festival espositivo dei prodotti enogastronomici di tutti i parchi italiani. «A fianco della ricostruzione che sta procedendo – conclude Franceschini – la necessità era quella di dimostrare che L’Aquila non è dimenticata, che è al centro dell’attenzione del Paese e può tornare a vivere».

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