La Nuova Sardegna

L’omaggio a Tognazzi ha aperto Tavolara

di Giandomenico Mele
L’omaggio a Tognazzi ha aperto Tavolara

Ieri a Olbia il film documentario della figlia Maria Sole

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OLBIA. Io e lui. Si potrebbe parafrasare il titolo del suo ultimo film «Io e lei», col quale si presenterà al Festival del Cinema di Tavolara il prossimo giovedì, per raccontare il prologo della rassegna che ha visto la proiezione di «Ritratto di mio padre», per la regia di Maria Sole Tognazzi. Il lui è Ugo Tognazzi, padre, marito, attore, icona di un cinema italiano che ha fatto la storia. Ieri sera al Museo archeologico di Olbia è andato in scena un atto d’amore di una figlia regista, nello stesso luogo che fino a domenica ospiterà una mostra dedicata proprio a Ugo Tognazzi. A 26 anni dalla sua morte, Olbia ricorda il grande attore con una rassegna fotografica della sua carriera, con molte locandine originali dei suoi film.

Ieri sera il punto esclamativo con la proiezione di «Ritratto di mio padre», un quadro per immagini della vita, gli amori, le passioni, i successi e le delusioni dell’attore di Cremona. Il documentario alterna materiali raccolti negli archivi delle televisioni italiane e straniere a immagini dei suoi tantissimi film (150 come attore e cinque come regista), da foto a filmati inediti conservati dalla famiglia. Per la prima volta la famiglia Tognazzi aveva concesso, per la realizzazione del documentario, foto personali e dei backstage realizzati sul set di alcuni film interpretati da Ugo, ma anche quel materiale familiare che mostra l'attore nel suo piccolo mondo privato o insieme ai suoi amici.

Un prologo del Festival del cinema di Tavolara molto atteso, con la mostra fotografica che resterà al museo di Olbia fino a domenica, prima di spostarsi ad agosto a Porto Rotondo, in quella che rappresenta una carrellata della memoria attraverso 32 immagini fotografiche originali e alcune delle locandine dei film più importanti di colui che può senza dubbio essere considerato uno dei più grandi interpreti della storia del cinema italiano. «Primo amore» e la «Tragedia di un uomo ridicolo». Dino Risi e Bernardo Bertolucci. Anouk Aimée e Ornella Muti. Lungo un percorso per immagini si snoda una carriera. Dai primi film con Walter Chiari, a foto di scena da «Il magnifico cornuto» insieme con Claudia Cardinale, seduti in due su una vecchia sedia per gli scatti del fotografo Alfonso Avincola. Poi insieme con una giovanissima Stefania Sandrelli in «Io la conoscevo bene», sotto lo sguardo severo e complice del regista Antonio Pietrangeli. Con Enzo Jannacci sul set de «L’udienza». Sullo stesso set insieme con il regista Marco Ferreri. Con Mario Monicelli sul set di «Amici miei», con l’immancabile sigaretta. Col figlio Ricky e il regista Nanni Loi immerso nella nebbia di «Signori e signore buonanotte».

Dopo il prologo di ieri, questa sera si apre ufficialmente il Festival. La prima serata, in omaggio al format itinerante, viene ospitata alla Peschiera di San Teodoro. E la benedizione ufficiale a questa edizione arriva dall’arte magica delle pietre sonore di Pinuccio Sciola e dal suo ricordo, a due mesi dalla morte. A celebrarlo lomaggio «Born to stone» di Emilio Bellu, un viaggio nel lavoro di Sciola, tra San Sperate, la sua casa, il giardino sonoro, tra il suo lavoro e la sua opera. È un progetto pensato per raccontare l'opera dell'artista al mondo e per collegarla con la tradizione e la terra sarda. La proiezione sarà preceduta da un concerto composto ed eseguito dal musicista Andrea Granitzio.

Dopo omaggi e celebrazioni si entrerà nel vivo del Festival di Tavolara con la proiezione del primo film della rassegna: «La pazza gioia» di Paolo Virzì. La pellicola che ha trionfato agli ultimi Nastri d’argento, con i premi per la miglior regia e sceneggiatura allo stesso Virzì. Ma soprattutto i riconoscimenti come migliori attrici protagoniste per la straordinaria coppia composta da Micaela Ramazzotti e Valeria Bruni Tedeschi.

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