La Nuova Sardegna

European Jazz Expo, un magico Scofield

di Walter Porcedda
European Jazz Expo, un magico Scofield

Il chitarrista all’auditorium del Conservatorio di Cagliari Un trio da favola con Brad Mehldau e Mark Guiliana

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CAGLIARI. Un concerto di magnetica bellezza. Teso, ritmico e coinvolgente. John Scofield, Brad Mehldau e Mark Guiliana, tre musicisti di indiscutibile talento hanno consegnato con il loro live, mercoledì all'Auditorium del Conservatorio, una delle migliori performance delle ultime edizioni dell'European Jazz Expo. Il trio all star, dal repertorio esaltante fatto di un jazz proiettato nel futuro, ha varcato il Rubicone tra l'eredità mainstream del genere (con tutto il carico del blues) e l'elettronica.

Esaltante e coraggioso può lasciare spiazzati i cultori della tradizione, persino quella più contemporanea ammaliata dal ricordo del bellissimo live tenuto un anno fa al teatro del Lirico dal pianista di Jacksonville. Qualcuno di questi, mescolato tra i tanti che hanno affollato il teatro, ne ha cercato probabilmente le stesse atmosfere intimistiche e passionali. Rintracciabili in ogni caso anche nel tumultuoso set in cui lo stesso Mehldau si è presentato in una versione a tutte tastiere, dal pianoforte, usato con parsimonia al moog e sintetizzatori, indossando le vesti di architetto del suono. Il cuore del set sta di sicuro nella stratificazione dell'esperienza vissuta con il potente drummer a tutto tondo, Mark Guiliana, nel duo Mehliana (due anni fa incise l'elettrico "Taming the Dragon") ma è proprio con l'innesto di un geniale e sempre sorprendente chitarrista, John Scofield, che la musica del trio decolla verso lande affascinanti e sconosciute.

E se una pietra di paragone si vuole cercare potrebbe essere quella del controverso album davisiano del 1972 ,"On the corner", in cui il Divino Miles, con scorno di molta critica, virò decisamente la sua musica in direzione del funky e di un jazz elettrico, raccogliendo gli umori di altri fermenti musicali, da James Brown sino a Jimi Hendrix.

E non è un caso che in quell’album a suonare l'organo elettrico fosse Herbie Hancock alla cui musica del tempo i suoni funkeggianti e ipertronici, scovati da Mehldau alle tastiere del Fender Rodes, sembrano rimandare. Jazz fusion ed elettrico delle origini un po’ negate, tornate con prepotenza in una inedita visione musicale in cui l'elettronica ha un ruolo di protagonista e comprimario in una accattivante alchimia di trame jazz blues disegnate da Scofield sulla tastiera della Telecaster celeste (alternandosi anche a un basso sospeso a una imbragatura) al drummin poliritmico e possente di Guiliana.

Sono suite complesse e avvolgenti, ma pure melodie quasi folk, ballad romantiche come "Wake up" o trascinanti tune come "Follow me " o l'upbeat "Pop Ho" (di Scofield ) che sembrano seguire ideologicamente proprio "The Scoville Scale" la scala con cui si misurano le diverse piccantezze dei peperoncini. Dal più dolce al più "hot" . E dove Mehldau alternandosi alle tastiere del piano e del Rhodes mette in mostra le sue eccezionali e virtuosistiche doti di indipendenza delle mani. Sintesi perfetta di questo live l'esplosivo si può considerare "More jungle", in cui Guiliana mostra le sue possenti doti di drummer tra breakbeat jungle e drum'n bass, in un pezzo che è quasi un manifesto per un nuovo corso che farà parlare di se.

E l'European Jazz Expo continua a regalare musica alla città, come è stato per tutta la settimana, con live tra le piazze San Domenico e San Giacomo. Ieri i Roundella e Giovanni Guidi. Da non perdere oggi il quintetto di Gianrico Manca, il trio di Marcello Zappareddu e il quartetto di Gavino Murgia.

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