Ardia a piedi, di corsa sulla strada per San Costantino
Domenica 17 luglio a Sedilo si celebra il rito, alle 7 nella piazza parrocchiale l’inizio della processione
SEDILO. Uomini, donne e bambini in marcia verso San Costantino. Pronti a rievocare le gesta del santo guerriero nella rappresentazione della battaglia combattuta sul Tevere nel 312 contro il pretendente al trono dell’Impero romano. Una celebrazione che per molti è atto di fede, segno di gratitudine o invocazione.
Domenica 17 luglio la comunità sedilese rivivrà le emozioni dell’Ardia percorrendo di corsa il sentiero sterrato che dieci giorni prima uomini e cavalli avevano attraversato al galoppo. Poche ore dopo il sorgere del sole la fanteria di Costantino s’inerpicherà in cima a Su Frontigheddu per celebrare le gesta del santo guerriero, per esprimere riconoscenza o per invocare l’intercessione del suo protettore.
A impersonare il paladino di tutte le confessioni religiose, sdoganate nel 313 con l’editto di Milano, sarà Michele Delogu. La prima pandela dovrà condurre la corsa portando il vessillo giallo-oro intatto fino alla meta. Per evitare l’onta del sorpasso dovrà fare leva sulla sua capacità di resistenza, sulla preparazione atletica e sull’affiatamento con i suoi alfieri, Giuseppe Putzolu e Battista Nieddu. Sui saliscendi che si sgrovigliano attorno al santuario ogni indecisione o decelerazione potrebbero essere sfruttate dagli inseguitori più agguerriti, sos ispuntigliadores, pronti a sfidare l’ira e le randellate delle iscortas pur di avvicinarsi alle posizioni di testa. Gli assalti dei più facinorosi e il lavoro indefesso dei guardaspalle, di bastone armati, fotografano le fasi concitate di un combattimento, un momento in cui il fervore religioso sembra lasciarsi offuscare dallo spirito goliardico. ù
«In quegli attimi la corsa perde un po’ della sua spiritualità ma è logico nel momento in cui si rievoca una battaglia, tuttavia un aspetto non esclude l’altro» afferma Michele Delogu alludendo al carattere ibrido di una manifestazione in bilico tra sacro e profano. «È come un richiamo» confida l’operatore socio-sanitario di trentanove anni scelto dal parroco per incarnare San Costantino nella rievocazione storico-religiosa dello scontro su Ponte Milvio tra esercito cristiano e milizie pagane. Michele Delogu a quella sirena obbedisce da venticinque anni, inizialmente con la leggerezza tipica della gioventù, poi con la consapevolezza della maturità. Sul registro dei capicorsa si era iscritto che era ancora minorenne «A quell’età lo si faceva per il piacere di correre da prima pandela. Poi nella vita sopraggiungono i motivi per affidarsi al santo, ma più che una promessa o la richiesta di una grazia, per me è quasi un’invocazione continua» confessa il prescelto. «Svolgere questo compito – spiega - Significa rappresentare il santo e la comunità e io spero di essere degno del ruolo che mi è stato affidato adempiendo al dovere in modo serio e al tempo stesso festoso, perché l’ Ardia deve essere una festa».
Le prime avvisaglie di quella festa saranno gli spari dei fucilieri che intorno alle 7 annunceranno l’inizio della processione nella piazza parrocchiale, dove le tre pandelas riceveranno gli stendardi benedetti. Consuetudine vuole che l’arrivo dei corridori a Su Fronte Mannu sia preceduto dalla discesa dei cavalieri, che alla spicciolata percorrono il primo tratto della pista. E, come nelle passate edizioni, anche quest’anno il sindaco ha emesso l’ ordinanza che vieta la corsa dei cavalli all’esterno e all’interno della corte di San Costantino.
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