La Nuova Sardegna

Le sonorità di Iosonouncane

di Andrea Musio
Le sonorità di Iosonouncane

Festival di Bauladu: oggi il cantautore sardo e Lee Ranaldo

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BAULADU. Iosonouncane e la sperimentazione, un binomio più che riconosciuto. Eppure con l'ultimo lavoro discografico “Die”, Jacopo Incani, questo il suo nome all'anagrafe, ha superato se stesso. Sarà proprio lui, questa sera, a chiudere l’ottava edizione del Dù Festival, con una formazione di cinque elementi. Sonorità arcaiche e moderne, dove la parte cantautoriale fa un passo indietro e lascia alla musica il compito di trasmettere sensazioni con diverse chiavi di lettura che cambiano a seconda dell'ascoltatore. Ed ancora, se l’elettronica si mescola alla musica sarda che a sua volta abbraccia il prog degli anni settanta, il gioco è fatto.

Una delle caratteristiche che colpisce è la mutevolezza delle sei tracce che compongono il cd pubblicato lo scorso anno. L’autore fornisce tre elementi: un uomo, una donna e il mare. Tutto il resto viene affidato alla sensibilità che chi si imbatte nell'ascolto dell'album. «Mi ci sono voluti quasi tre anni – racconta Iosonouncane – per la sola stesura delle canzoni. All'interno ci sono influenze di quello che è successo in questi anni, quindi capita che tra le domande si faccia riferimento alla situazione dei migranti. Probabilmente anche questo ha influito, ma non in modo volontario. Del resto non c'è essere umano che non sia un migrante. Sono sardo, nato vicino al mare da una famiglia di pescatori. Questo trinomio per me è sempre esistito ed è radicato nella mia natura. Eppure non tratta un argomento esplicito. Volevo rappresentare un punto di vista allegorico, un archetipo che mi appartiene in modo particolare. Il tema generale lo si capisce anche dalla la copertina del disco. Vengono ritratti una donna completamente nuda, quasi abbandonata, su una duna. La sabbia, il cielo e il corpo di una donna. Una fotografia per evocare gli elementi, per rappresentarli ed esplicitarli. Quello che non si vede, ma si sente è l'attesa, dovuta all'assenza ma anche la possibile morte, o la vita stessa. Mi è venuto tutto in modo naturale».

Anche il titolo stesso porta diverse chiavi di lettura. «Ho scelto “Die” in sardo - spiega il cantautore - perché trova interpretazione anche in altre lingue, l'inglese prima di tutto perché all'interno c'è appunto anche la morte». Del resto il mare è una questione di amore e odio per i popoli isolani. «Il fatto di dover andare via per poter fare quello che faccio oggi, mi ha permesso di capire che la questione non è mai partire ma bensì tornare a casa». Grande attesa per l’unica data isolana di Iosonouncane così come per la performance “Sight Unseen”di Lee Ranaldo (uno dei fondatori dei mitici Sonic Youth) insieme a Leah Singer ed ancora Il Pan del Diavolo, Kaos One insieme al Dj Craim e, Trees of Mint in apertura di manifestazione, alle 20.

Concerti che si svolgeranno in tre differenti location tra le vie del centro storico ed il Parco di San Lorenzo. Da non perdere gli eventi collaterali quali l'incontro col musicista statunitense Lee Ranaldo e le mostre fotografiche visitabili a partire dalle 17.

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