La Nuova Sardegna

Ezio Bosso, la musica che arriva all’anima

di Walter Porcedda
Ezio Bosso, la musica che arriva all’anima

Il pianista in concerto a Tharros per lo European Jazz Expo

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THARROS. Bosso, fortissimamente Bosso. Ascoltare dal vivo il geniale pianista torinese è un’emozione indescrivibile, di quelle che raramente si cancellano. La sua musica riesce a toccare anche i più duri, va giù nel profondo, agita e sconquassa, facendo tremare e sciogliere i cuori.

Ogni volta è un miracolo che si rinnova. Lo fu ad aprile nei due concerti sold out all’Auditorium del Conservatorio di Cagliari, lo è stato anche domenica nell’evento conclusivo dell’European Jazz Expo allestito da Jazz in Sardegna in collaborazione con Dromos. Forse ancora di più. Complice sicuramente la location dell’anfiteatro, unica per come è ancorata in un mirabile contesto di natura e senso del tempo (sarebbe auspicabile venisse al più presto messa in sicurezza e resa ancora più confortevole). Un luogo che suggerisce anche viaggi nell’anima. Eccita i sensi, sveglia i ricordi e, guardando oltre le linee lunghe dell’orizzonte, invita a perdersi.

E perdersi per seguire un immaginario viaggio dentro le dodici stanze della vita, come suggerisce un'antica leggenda tibetana è anche il filo che Ezio Bosso, solo con il suo “fratellone” pianoforte Steinway collocato al centro del palco, dipana per i millecinquecento ascoltatori, accoccolati davanti a un mare lungo e placido illuminato dal chiarore della luna. Dodici stanze che contengono la vita: solo nell’ultima l’esistenza sarà ricordata per intero. Ma ognuna di queste è una rivelazione, uno spazio-tempo da visitare e vivere. Stanze come la musica dei grandi, Chopin e Bach, maestri di formazione per il musicista, e Cage. Un percorso meta-narrativo ricorda Bosso, che dice delle sue radici svelando il doppio ego di compositore e interprete.

Brani che aiutano ad uscire da ogni stanza per riprendere in mano la vita stessa. Da “Following a Bird” a “Emily's Room”, l’omaggio alla poetessa Emily Dickinson che visse rinchiusa per trenta anni. Capitoli preparatori per l’ultima avvincente Suonata, impetuoso fiume di note cristalline fatto di pause e silenzi carichi di dolore e passione, e di un amore infinito per la vita. Bosso forte e fragile con la sua magnetica arte pianistica ha regalato così una notte davvero indimenticabile. Concerto evento perfetto per chiudere l’European Jazz Expo apertosi una settimana fa al Parco dei Suoni di Riola con Massimo Ranieri e il meglio del jazz italiano, la conquista del quartiere di Villanova a Cagliari con un intenso programma di live di star ed emergenti. Tra questi le esibizioni rivelazione del quartetto di Mauro Sigura, il cantautore algherese Davide Casu, il trio ozierese di Marcello Zappareddu, il duo di Mario Mossa e Michelle Uccheddu. Per le stelle l'americano Jeremy Pelt che ha stupito per swing ed energia, il trio High Voltage di Giovanni Guidi e il grande Gavino Murgia. Indimenticabile anche il concerto di Jan Garbarek, mentre quello più innovativo per il jazz è stato quello di Brad Mehldau, John Scofield e Mark Guiliana.

E ora l’European Jazz Expo incrementa la sua rete internazionale annunciando il gemellaggio con il festival di Bansko, la Cortina d’Ampezzo bulgara con cui si metteranno in cantiere produzioni e collaborazioni per la prossima edizione.

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