Marceddu e Moretti in mostra a Oristano
ORISTANO. Si inaugurano lunedì 1° agosto, alle 19.30 nelle sale della Pinacoteca comunale “Carlo Contini” , due mostre: “Di madre in madre”, della fotografa Anna Marceddu, e “Il segno di Eva” di...
ORISTANO. Si inaugurano lunedì 1° agosto, alle 19.30 nelle sale della Pinacoteca comunale “Carlo Contini” , due mostre: “Di madre in madre”, della fotografa Anna Marceddu, e “Il segno di Eva” di Paola Giuseppina Moretti. Curate da Ivo Serafino Fenu, coprodotte dalla Pinacoteca Comunale e da Dromos Festival, le due rassegne si incontrano, con approcci molto diversi, all’interno di un festival che quest’anno si intitola – esattamente come la mostra di Moretti – “Il segno di Eva”. «Segno – scrive Fenu – sempre determinante, a partire dal gesto dirompente dell’Eva biblica. Un segno, spesso sottotraccia, teso alla ricerca affannosa di un’indipendenza inconcepibile senza la trasgressione a una coercizione o a una legge imposta, un “segno disubbidiente” in funzione della condizione specifica dell’essere umano: la libertà».
«Si è messa in ascolto, Anna Marceddu – spiega Anna Menesini nel testo critico che accompagna la mostra della fotografa – e ha raccolto storie, sorrisi e malinconie. Nei suoi scatti, gli scialli neri e le crocchie bianche fermate dalle forcine, la signora con la stola di pelliccia, la desulese in costume, le artiste sullo sfondo delle loro opere».
Nei lavori di Moretti, invece, scrive Ivo Serafino Fenu, il tema sdoganato a suo tempo da Gustave Courbet, l’organo sessuale femminile, «da oscuro si fa luminoso, policromo e polimorfo, contaminativo, capace di fondere mondo animale e vegetale, naturale e artificiale, allo stesso tempo microbiotico e macroscopico. Il biomorfismo oggettuale proposto dalla Moretti unisce generi e significati, arte e scienza, Mirò e Pasteur, l’erotismo visionario e psichedelico di Yayoi Kusama e la più spericolata e imprevedibile manipolazione genetica».
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