La scommessa di Baricco una “Iliade” senza Olimpo
NORA. «La serata per “Iliade” ha fatto il sold out. Non ero mai stato a Nora e sono felice di partecipare a questo festival prestigioso». L’entusiasmo di Blas Roca Rey è palpabile nel parlare dello...
NORA. «La serata per “Iliade” ha fatto il sold out. Non ero mai stato a Nora e sono felice di partecipare a questo festival prestigioso». L’entusiasmo di Blas Roca Rey è palpabile nel parlare dello spettacolo che ha portato in scena al teatro romano nei giorni scorsi per la “Notte dei Poeti”, insieme a Monica Rogledi.
«La rivisitazione del poema omerico fatta da Alessandro Baricco ha come azzardo l’estromissione completa degli dei dalla vicenda, che non è poco, perché nell’epica i destini degli uomini si confondono con i capricci degli dei. Questa visione coraggiosa ha l’effetto di portare fuori sentimenti allo stato puro, quelli nobili insieme a passioni, paura, terrore, in un bellissimo intreccio. L’impatto è molto forte, quasi tribale. A tutto ciò che conosciamo dell’Iliade si aggiunge una forza dirompente del tutto nuova».
In questa versione la guerra di Troia è narrata attraverso i monologhi di Achille, Ettore, Andromaca, Elena, Ulisse e degli altri personaggi principali, rispettando la cronologia della storia. «È molto semplice da seguire, anche per i pochi che non la dovessero conoscere – spiega Roca Rey – in più, intrecciata ai monologhi, c’è la musica originale di Pino Cangialosi, che suona pianoforte e fagotto accompagnato dal clarinetto di Fabio Battistelli e dalle percussioni di Marzouk Mejri, cantante tunisino che apporta un’aura mediorientale molto forte».
L’approccio scelto da Baricco offre elementi di riflessione attuali. «Quello che mi ha innamorato del testo, scritto con una lingua schietta veloce e ritmata, è la vicinanza assoluta con noi e la distanza creata dall’epica. Sembra una contraddizione, ma è veramente una lontananza vicinissima. Perché son quasi tutti eroi narrati nei secoli, ma nel contempo semplici uomini, devastati dagli stessi problemi e paure che viviamo anche oggi. Questo rende tutto così vicino. Ne abbiamo prove continuamente: l’impossibilità di frenare le guerre, i tradimenti, i falsi eroismi, e tutto ciò che riguarda la guerra… è sempre la stessa ricetta. Ciò che fa scatenare una guerra e la fa proseguire per anni, funziona allo stesso modo in tutti i tempi. Da una parte è disperante, e ci dà una dimensione di ineluttabilit».
Dai personaggi femminili arriva qualche elemento di speranza. «Speranza e attaccamento alla vita e agli affetti, come per Andromaca o Criseide. Non si rassegnano, combattono per frenare la guerra, ma sono destinate a soccombere. Tranne Elena che viene riportata a testa bassa da Menelao, tutte le altre fanno una fine terribile, considerate preda di guerra. C’è lo stupro, c’è la violenza. Succede ogni volta, gli uomini si combattono e le donne vengono sacrificate. Ho paura che non cambierà mai».
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