La Nuova Sardegna

Enrico capuano sabato a cardedu

A ritmo di “Tammurriata” Il rock sposa la musica folk

di Walter Porcedda
A ritmo di “Tammurriata” Il rock sposa la musica folk

CARDEDU. Il rock italiano ha un cuore folk che batte al tempo di una tammurriata suonata da Enrico Capuano, il nostro Joe Strummer. E dei Clash la sua formidabile band di scena sabato 6 a Rocce Rosse...

2 MINUTI DI LETTURA





CARDEDU. Il rock italiano ha un cuore folk che batte al tempo di una tammurriata suonata da Enrico Capuano, il nostro Joe Strummer. E dei Clash la sua formidabile band di scena sabato 6 a Rocce Rosse ha l’energia che si rinnova di continuo al contatto con la musica popolare. Folk rock o combat folk, o meglio ancora tammuriata rock che mette assieme radici e contemporaneità.

«Tutto è nato negli anni Ottanta – racconta Capuano – quando inserii il suono di una chitarra distorta in una tarantella. Qualcuno allora storse la bocca però, se ancora funziona, vuol dire che l’intuizione fu giusta. L'incontro tra rock e le culture popolari di cui l’Italia è ricco (per non parlare della vostra Sardegna che di culture musicali ne esprime ben più di una. Da piccolo amai Maria Carta ma anche artisti come Andrea Parodi o i tenores di Bitti) hanno fatto il resto. Il risultato è che quando siamo in tour all’estero, persino negli StatiUniti, da Las Vegas a Los Angeles, attorno a questa musica c'è sempre forte interesse. Anche nei locali più tipicamente rock».

La musica popolare, in Italia come in Sardegna, continua a influenzare musicisti di diversi generi, segno di forte vitalità.

«E ciò avviene nonostante in questo Paese non esista una politica che sostenga le culture musicali. Non c’è una legge sulla musica come un serio investimento su un settore che è produttivo sul piano economico e commerciale. E non è solo intrattenimento o attrazione turistica, ma cultura. Per quanto riguarda l'influenza della musica popolare questa esiste ed è sempre in trasformazione. Nasce dal popolo, dai canti di lavoro e di festa e non si cancella. E si pensi persino, come tante mode provenienti da oltre oceano in fondo siano state inventate dalle nostre tradizioni popolari. Vedi il free style americano che riprende l'antica tradizione di canto improvvisato».

Cresciuto ascoltando Giovanna Marini e il Canzoniere del Lazio e quello di Pomigliano nei suoi live ripesca brani tradizionali come “Funiculì Funiculà” vestendoli di rock. Un modo per avvicinare le nuove generazioni a un patrimonio spesso dimenticato?

«Si è così. Anche se io faccio del folk rock mentre la tradizione filologica è altra cosa. Oltre alla pizzicca che ora va di moda è importante far conoscere anche la tammuriata e perchè no? Anche gli stornelli».

Qualcuno vi ha accostato ai mitici Gogol Bordello. E' d’accordo?

«Ci può fare solo onore. Siamo molto vicini a quel tipo di ispirazione che mette assieme il rock con le loro musiche di origine balcanica. Noi lo facciamo avendo nel cuore la tarantella. In Italia ci sono tanti gruppi che fanno folk rock riprendendo le roots celtiche o balcaniche, noi invece lo facciamo con le nostre radici».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative