La Nuova Sardegna

Toni Servillo a Nuoro: «Ecco i luoghi di Satta»

di Gianna Zazzara
Toni Servillo a Nuoro: «Ecco i luoghi di Satta»

L’attore da ieri cittadino onorario: «Una grande emozione»

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NUORO. Toni Servillo è arrivato ieri mattina «in quel nido di corvi che è Nuoro», come la fotografò lo scrittore Salvatore Satta, per ricevere dalle mani del sindaco Andrea Soddu le chiavi della città. Un omaggio al mattatore del cinema e del teatro italiano che a febbraio, nella trasmissione “Ad Alta voce” (in onda su Radio3), ha celebrato la potenza di uno dei più importanti romanzi del Novecento, “Il giorno del giudizio”, di Salvatore Satta. «Quando alla Rai mi hanno chiesto di leggere una delle opere del Novecento ho posto un’unica condizione – ha ricordato Servillo – Che la scelta ricadesse sul romanzo di Satta, un capolavoro della letteratura meridionale insieme al “Gattopardo” di Tomasi di Lampedusa e ai “Vicerè” di Federico De Roberto».

Prima di arrivare in municipio per la cerimonia, Servillo, nello stile dandy di Jep Gambardella ne “La Grande Bellezza”, col sigaro in mano, ha percorso via Garibaldi. Poi, una breve sosta allo storico Caffè Tettamanzi, il luogo di ritrovo degli intellettuali nuoresi del primo Novecento. «È proprio come lo descrive Satta nel romanzo – ha detto emozionato, –È incredibile vedere dal vivo i luoghi che mi restituivano le emozioni di quelle letture. Non avrei mai immaginato tutta questa riconoscenza da parte della città: ho solo il merito di aver proposto alla radio un romanzo che ho amato profondamente e che ora torno a leggere dal vivo per quattro sere, da venerdì, al festival dei Tacchi, in Ogliastra».

Non è la prima volta che Servillo viene in Sardegna «per motivi professionali e personali». Questa volta, però, l’invito del comune di Nuoro lo ha colpito al cuore. «È uno dei riconoscimenti più importanti che abbia mai ricevuto, sarà sempre nel mio cuore, proprio come la cittadinanza onoraria ricevuta da Napoli», ha detto sincero, lui che, insieme al regista Paolo Sorrentino, è salito sul palco del Dolby Theatre per ritirare l’Oscar per “La Grande Bellezza”, premiato come miglior film straniero nel 2014.

In una sala consiliare gremita all’inverosimile, Toni Servillo è stato ricevuto sulle note del sassofono di Gavino Murgia, poi la cerimonia. «La grandezza dell’opera di Salvatore Satta sta nell’aver posto al centro delle sue opere l’uomo e i valori della vita – ha esordito il sindaco – Quando a Radio3 ho ascoltato la lettura che Servillo ha fatto con tanta passione de “Il Giorno del giudizio” ho pensato che fosse non solo un’operazione di riscoperta di uno dei più grandi scrittori del Novecento, ma soprattutto un fatto politico in quanto, in quest’epoca di rassegnazione dove conta solo la finanza, Salvatore Satta pone al centro della sua riflessione l’uomo, la sua grandezza e le sue debolezze». Poi applausi a non finire quando il sindaco, l’assessore alla cultura Sebastian Cocco e il presidente del consiglio comunale Fabrizio Beccu hanno consegnato all’attore le chiavi della città di Nuoro, «una manifestazione di riconoscimento verso un’artista che ha voluto fortemente voluto eseguire l’integrale lettura, dai microfoni di Radio Rai, nel corso del programma ad “Alta voce”, del capolavoro di Salvatore Satta “Il giorno del giudizio” contribuendo così a diffondere il testo del grande giurista-scrittore nuorese e anche il nome della città per i luoghi e i personaggi narrati in quelle pagine».

«Non ho alcun merito – si è schermito Servillo – se non quello di aver contribuito alla riscoperta del capolavoro di Salvatore Satta, un capolavoro della letteratura italiana e mondiale che racconta non solo la Sardegna, ma la condizione stessa dell’uomo, la sua solitudine». Visibilmente commosso, l’attore è andato via con le chiavi della città che ha raccontato, Nuoro. «Sono commosso, perché questo è un riconoscimento che nasce dalla spontaneità dei sentimenti e dall’amore profondo che questa città ha per la letteratura». Domani l’attore, ospite d’onore della 17esima edizione del Festival dei Tacchi, in Ogliastra, leggerà ancora “Il giorno del giudizio”, per quattro sere. «Non vedo l’ora», dice, mentre prende per mano la moglie, Manuela, e si congeda. Lui, quest’isola «di demoniaca tristezza», la ama davvero.

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