“Pensieri e parole”, libri e film all’Asinara
Il festival al via dal 19 agosto. Tra gli ospiti Gianmarco Tognazzi, Fiorella Infascelli e Antonio Leotti
STINTINO. Il festival “Pensieri e parole” torna all’Asinara. Si inizia venerdì 19 con lo spettacolo tratto da “Le ragazze sono partite” di Giacomo Mameli: l’epopea dell'emigrazione delle donne sarde che andavano a servizio sulla Penisola interpretata da Daniela Cossiga e Antonella Masala per la regia di Sante Maurizi.
Seguirà uno dei film girati all’Asinara in questi anni grazie al supporto della Sardegna Film Commission: “Sinuaria” di Roberto Carta, la storia tenera e grottesca di un detenuto-parrucchiere dell’Asinara che diventa l’idolo delle quattro donne dell'isola.
Alle 21 Giorgio Amato – regista e sceneggiatore portotorrese al terzo lungometraggio – e il protagonista Gianmarco Tognazzi presenteranno “Il Ministro”, una black comedy di appalti, tangenti ed escort che strizza l’occhio alla commedia all'italiana degli anni ’60.
Sabato 20 il violoncellista-skipper Roberto Soldatini presenterà il libro “Sinfonie mediterranee”. L’autore ha scelto di vivere sulla sua barca a vela alternando sei mesi nel porto di Napoli, e sei mesi di navigazione solitaria in Mediterraneo, insieme a un compagno d’eccezione: un violoncello vecchio di trecento anni che suonerà nel cortile del supercarcere.
Seguirà il cortometraggio di Alessandro De Rossi e Federica Botta “I destrieri di Poseidone”, che documenta la stupefacente biodiversità del Parco Nazionale dell’Asinara. Chiuderà la serata l’atteso “Era d'estate” di Fiorella Infascelli, il film con Beppe Fiorello, Massimo Popolizio e Valeria Solarino sul soggiorno forzato all’Asinara di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino nell'agosto del 1985: la vita quotidiana dei due magistrati e delle loro famiglie in quella che era l’Alcatraz italiana.
Domenica 21 Antonio Leotti, sceneggiatore di “Era d'estate” e singolare figura di scrittore-agricoltore, presenterà “Nella valle senza nome: storia tragicomica di un agricoltore”: una divertita invettiva contro «la retorica del Mulino Bianco» che preferisce parole d’ordine bucolico-ecologiste all’attenzione ai problemi e alle fatiche delle campagne. In collaborazione con RaiFiction verranno proiettati alcuni cortometraggi tratti da racconti di carcerati raccolti dal premio Goliarda Sapienza: un’iniziativa che da anni promuove percorsi di scrittura creativa nelle carceri affiancando ai detenuti tutor esperti.
Chiuderà la serata il film “La nostra terra” di Giulio Manfredonia, con Stefano Accorsi e Sergio Rubini: una storia ispirata alle esperienze delle cooperative nate sulle terre confiscate alle mafie.
Sempre al supercarcere di Fornelli prosegue fino al 4 settembre la mostra “Prigionie (in)visibili: il teatro di Beckett e il mondo contemporaneo”, prodotta dal dipartimento Cultura di Roma Capitale e curata da Yosuke Taki.
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