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Non è mai troppo tardi per riscoprire un carrello di formaggi sardi a fine pasto

Non è mai troppo tardi per riscoprire un carrello di formaggi sardi a fine pasto

Un turista, ingenuamente, pensa “Sono in Sardegna e quindi, in ristorante, chiedo un assaggio di formaggi sardi”. Nulla di più sbagliato. Raramente nei locali isolani (spesso anche negli agriturismo)...

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Un turista, ingenuamente, pensa “Sono in Sardegna e quindi, in ristorante, chiedo un assaggio di formaggi sardi”. Nulla di più sbagliato. Raramente nei locali isolani (spesso anche negli agriturismo) ti portano a tavola un bel pecorino con cui concludere il pasto. Ci aveva provato, diversi anni fa, un assessore all'agricoltura a invertire la tendenza ma dopo un po', però, l’iniziativa ha fatto flop. Dentro il carrello dei formaggi abbiamo visto di tutto, dal pesce alle guide del telefono e perfino la carta igienica. E spesso quando qualche cliente chiede un pezzo di pecorino o di fiore sardo la malinconica risposta è: “No, abbiamo delle mozzarelle oppure un po' di gorgonzola”. Figuriamoci se chiedete un assaggio di cas'axedu o di Casizzolu, di un formaggio di capra stagionato, di un erborinato di Thiesi o un assaggio di peretta vera. Rischiate che vi portino un pezzo di quelle finte perette di polistirolo che un numero crescente di furbi ottiene dalle cagliate olandesi. Che tristezza! Non sarà mai troppo presto per istituire la Polizia Gastronomica.(p.p.)

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