La Nuova Sardegna

Un gioco di prestigio alla Caruso

di LUCIANO MARROCU

L’appuntamento con Domizi fallisce ma in Dipartimento spuntano alcuni vecchi verbali interessanti

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di LUCIANO MARROCU

Insomma, Domizi, tira fuori quello che hai dire.»

«Ecco cos'ho da dire.» Parlava ora in un modo diverso, in un buon italiano. «Ho da raccontare di un professore della Sapienza che o ha bisogno di urgenti cure psichiatriche oppure è un potenziale assassino. Cosa ne dite di un tipo che ti impegna in una discussione su come si potrebbe far fuori un suo collega: se lo si può ammazzare mettendogli il cianuro nel caffè, o non sia meglio, semplicemente, fargli sparare da un killer per strada e poi, per depistare, lasciare dentro qualche cestino alla Città Universitaria un volantino firmato “Studenti proletari per il comunismo” che rivendica l'attentato.»

«Questa fa proprio ridere, Domizi …avrai anche ragione tu, Domizi, sul fatto che non c'ho fantasia, rimane che tu ne hai troppa.»

Non so bene perché ma mi venne da alzarmi dalla sedia e sporgermi verso di lui. Che è poi il massimo di aggressività, aggressività fisica intendo, di cui sono capace.

Domizi si alzò anche lui e, posandomi quasi con dolcezza il palmo della mano sulla fronte, mi sospinse di nuovo sulla sedia. «Te pio pe' le orecchie e te arzo come la coppa Uefa» disse, ma la cosa non suonava particolarmente minacciosa.

«Tieni giù le mani» feci io. Poi, rivolto a Soddu: «Qui tira un'aria che non mi piace. Mi sa che è meglio che ce ne andiamo.»

«A Sirigu, la conosci quella poesia di Belli che dice Roma stalla e chiavica del monno. La conosci?»

«No che non la conosco.«

«Perché è così: Roma è fogna, Romolo e Remo l'hanno pensata pe' esse fogna e lei fogna è. Eppure, per me, penso che Roma è l'unico posto possibile.»

«Fammi capire: ti piace nonostante il fatto che sia fogna o perché lo è.»

«Bella domanda Sirigu…sei acuto quando vuoi. »

Scrollai le spalle. «Non hai risposto alla mia domanda, Domizi… non è che Roma ti piace perché è fogna e che tu nella fogna ti ci trovi bene?»

«Siamo così indifesi… dovremmo aver fiducia in chi ci governa, invece…cosa vuoi avere fiducia. La sinistra ha fallito, è questo che voi dovete capire…»

«Voi chi?»

«Voi della sinistra e chi sennò?»

«Dimmi la verità, Domizi: tu voti Berlusconi?»

«Voi della sinistra …chi voti, chi non voti … c'avete la fissa di Berlusconi voi della sinistra.»

«Voti o non voti Berlusconi?»

«La sinistra ha fallito, Sirigu. Molta gente di buona volontà prima vi votava e ora non vi vota più. Avete fallito, nun ce l'ho con voi, c'era quarcosa de bono nel vostro riformismo der cazzo, io nun ce posso far niente, la verità è che avete toppato.»

***

Alzai la cornetta e sentendo la voce di Beatrice m'illusi per un momento che la nostra segretaria avesse una qualche benevola intenzione nei miei confronti. «Sei nel tuo studio?» chiese con quella sua voce roca che a Soddu ricorda Claudia Cardinale di La Ragazza di Bube.

«Ragioniamoci su: tu hai fatto il numero del mio studio. Io ho risposto. Traine le conseguenze.»

«Ti aspetto in segreteria. In questo momento non c'è nessuno e mi sono ricordata una cosa: forse non è importante… . »

Nell'open space che ospitava la segreteria, il tavolo da lavoro di Bea era il più lontano dalla porta e anche il più riservato, un autentico sancta santorum dove la nostra segretaria ci spiegava ogni volta che soldi non ce ne erano oggi né ce ne sarebbero stati domani.

«Allora Bea, di che ti sei ricordata…?»

Senza dir nulla mi porse un post it giallo, nel quale c'era scritto Procurarsi il verbale dell'8 giugno e del 16 settembre 2000.

«La grafia è la mia» disse Bea.

«Quindi saprai che vuol dire.»

« E' un mio appunto, un appunto per ricordare che dovevo cercare quei verbali.»

«Verbali di più di due anni fa…a che cosa, a chi potevano servire?»

«A chi te lo dico subito. A Caruso. Me li ha chiesti lui, due giorni prima di… due giorni prima che facesse la fine che ha fatto.»

«E tu?»

«Io ho scordato la cosa…sarà che a quella richiesta non attribuivo una particolare importanza.»

«Importanza che invece ora le attribuisci…»

«E' stata come un'illuminazione, mi è sembrato che in quell'appunto che mi era capitato tra le mani ci fosse un messaggio...»

«Certo, un messaggio dall'oltretomba…»

«Scherzaci, ho girato la richiesta alla collega della Presidenza e il risultato è questo.»

Prese alcuni fogli dal cassetto e me li porse.

«Che vuol dire? Consigli di Facoltà di più di due anni fa su concorsi ormai da tempo celebrati e per i quali abbiamo smesso di litigare da un bel po': chi può aver voglia di tornarci sopra?»

«Qualcuno che c'ha lasciato le penne» disse Beatrice « poteva aver voglia di sopra.»

«In questo caso, dovremmo vedere gli atti dei concorsi.»

«No, non è questo. Ora ti spiego. I due consigli di facoltà, quello di giugno e quello di settembre, hanno all'ordine del giorno le richieste della facoltà al riguardo dei posti da mettere a concorso. Il secondo consiglio, non fa altro che formalizzare le scelte discusse e decise qualche mese prima. Ora, riguardati, i due verbali. I posti sono sempre quelli: non cambiano dal consiglio di facoltà di giugno a quello di settembre, cambia però, anche se solo in un caso, l'ordine di preferenze.»

«Può capitare, piccoli aggiustamenti.»

«Un solo aggiustamento, ma tutt'altro che piccolo: il posto di ricercatore del settore scientifico-disciplinare M-Fil /05 - Filosofia dei linguaggio, mi pare sia- che a giugno stava in cima, a settembre è precipitato in fon-do alla lista dei desiderata. Con la conseguenza che quel posto di ricercatore non è stato mai bandito né allora né dopo.»

«E con questo? Mi pare che il dipartimento sia sopravvissuto a questo oltraggio.»

«Forse non è sopravvissuto qualcuno che, quel posto di ricercatore, lo voleva. Ti ricordi Gilberto Paci…? Ha fatto il dottorato con Caruso per qualche anno è scomparso, poi è riapparso, faceva l'incaricato di esercitazioni, sempre con Caruso…»

«Lo ricordo vagamente, un tipo anonimo…»

«Uno, però, che a quel posto di Filosofia del linguaggio ci teneva…»

Quando riferii a Soddu la faccenda del mancato posto da ricercatore di M-Fil/05, anche Soddu la legò a Gilberto Paci. «E' tutto chiaro» disse. «Caruso gli ha fatto balenare un posto da ricercatore, per poi farglielo sparire sotto il naso. Un gioco di prestigio alla Caruso, insomma.»

11. CONTINUA

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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